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Culti orientali

"Guardate che non vi sia alcuno che faccia di voi sua preda con la filosofia e con vanità ingannatrice secondo la tradizione degli uomini, gli elementi del mondo, e non secondo Cristo"
Colossesi 2:8

 
BAHÀI

Nel maggio del 1844, lo stesso anno in cui i seguaci di William Miller aspettavano il ritorvo visibile del Signore secondo la data da loro riveduta, un venticinquenne persiano si presentò ai suoi compatrioti proclamandosi un grande profeta. Si chiamava Mirza Alì Mohammed e prese il titolo di Bab, che significa "la Porta". Mettendosi nella stessa schiera di Mosè, di Zoroastro e di Maometto, annunziò l'imminente arrivo di un grande profeta che avrebbe dato inizio ad una nuova era.

Il "Bab" fu martirizzato all'età di 31 anni. Il profeta promesso apparve nella persona di Mirza Husayn Alì, che gli aderenti al movimento bahài riconoscono come il fondatore della loro religione. Egli prese il nome di Bahàùllah, che significa "la Gloria di Dio". Gesù disse: "Il Figliuol dell'uomo verrà nella gloria del Padre Suo" (Matteo 16:27) e i bahài ritengono che questa profezia si sia adempita nella venuta di Bahàùllah. Questi morì nel 1892.

Il mantello del capo passò al figliuolo maggiore di Ballàùllah, Abdùl-Baha, la cui missione fu quella di interpretare i numerosi scritti ed insegnamenti del fondatore. Dal 1911 al 1914 girò per l'Europa e per l'America settentrionale, esponendo la fede bahài dovunque andava. Sembra che fosse un abile apologista e fece molti seguaci.

Alla morte di Abdùl-Baha, nel 1921, assunse la guida del movimento suo nipote Shoghi Effendi. Quando questi morì, nel 1957, la fede bahài era ormai saldamente stabilita.
Non si conosce il numero esatto dei bahài, ma è certo che esso è sensibilmente aumentato a partire dal 1964 ed oggi viene calcolato, approssimativamente, sul milione di seguaci. I continenti che più di tutti registrano l'incremento di questa religione sono l'Africa e l'Asia.

 
LE DOTTRINE BAHÀI

Tutte le religioni sono una sola. L'unità fondamentale di tutta l'umanità e, quindi, di tutte le religioni è l'assioma fondamentale della fede bahài. Da questo insegnamento deriva ciò che segue:

La rivelazione è progressiva. "Il principio fondamentale enunciato da Bahàùllah... è che la verità religiosa non è assoluta ma relativa, che la Rivelazione Divina è un processo continuo e progressivo, che tutte le grandi religioni del mondo hanno una origine divina, che i loro principi fondamentali sono in completa armonia, che i loro scopi e i loro propositi sono identici, che i loro insegnamenti sono solamente le diverse facce dell'unica verità, che le loro funzioni sono complementari, che esse differiscono soltanto negli aspetti non essenziali delle loro dottrine, e che rappresentano i diversi stadi successivi dell'evoluzione spirituale della società umana" (Shoghi Effendi, The faith of Bahàùllah, p. 6).

Bahàùllah ha preso ora il posto di Cristo. Ognuno dei fondatori delle varie religioni del mondo, insegnano i bahài, è stato la voce di Dio per il suo tempo. Con l'arrivo della "Gloria di Dio" nella persona di Bahàùllah, è sorto un nuovo giorno ed è passata la dispensazione di Gesù. Questo non vuol dire che i maestri precedenti non abbiano un effetto permanente: ognuno di essi è stato superato da una rivelazione più vasta e più completa.

Bahàùllah adempie le profezie dell'Antico Testamento. Uno degli aspetti più sorprendenti della fede bahài appare nell'opuscolo Prophecy Fullfilled (La profezia adempiuta), scritto da Elisabeth H: Cheney: Questo scritto si avvicina ai tentativi fatti in questo campo da credenti cristiani, per dimostrare l'adempimento delle profezie della Bibbia. Esso sostiene, per esempio, che Isaia 9:2 (" ... il popolo che camminava nelle tenebre ha veduto una gran luce") può forse essersi adempiuta in Cristo, ma si è adempiuta con certezza in Bahàùllah.

 
Il culto bahài può davvero essere il culto del futuro, poiché coll'accentuare l'unità dell'umanità e svalutando l'importanza delle differenze dottrinali, esso crea un'atmosfera favorevole agli attuali traguardi internazionali in campo politico, economico e sociale. Nessuno deve lasciar nulla, il culto bahài aggiunge semplicemente una religione che si pone al di sopra delle altre come la loro interpretazione complessiva.

Ma il culto bahài non va d'accordo col cristianesimo e con la Bibbia. Come fa notare Walter Martin, o Cristo è il Signore di tutto o Egli non è affatto signore (The Rise of the Cults, p. 119). Il culto bahài ignora la redenzione per mezzo di Cristo. In esso concetti biblici come quello di Dio Padre d'amore, o del peccato quale potenza reale e devastatrice, o della necessità del pentimento personale e della consacrazione totale a Gesù Cristo quale solo Signore scompaiono completamente.