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GIORNI STRANI |
6 luglio 2010 Nei Segni della Fine dati dal Signor Gesù Cristo ai Suoi discepoli non troviamo parole che parlano espressamente di DNA e di manipolazione delle cellule, ma tuttavia sono convinto che questi temi rientrino in modo fondamentale nel Suo discorso (vedi Matteo 24, Marco 13, Luca 17). Secondo la mia modesta opinione, queste attività si scontrano direttamente con la creazione del Creatore e non passerà molto tempo prima che Egli alzerà il braccio destro del Giudizio sopra questa arrogante e folle umanità: arrogante perché l’uomo pensa di poter migliorare l’opera di Dio e folle perché non tiene conto che questa scienza provocherà delle pericolose conseguenze che sicuramente arriveranno come sicuro il sole sorge ad est. Bisogna poi aggiungere una parola anche sull’utilizzo del termine “creare”. Si tratta di un uso totalmente inappropriato e scorretto. L’uomo non può creare nulla. Creare significa produrre qualcosa dal niente. Si usa il termine “creare” per indicare il lavoro di un artista (una canzone, un quadro, una scultura, un’idea), ma in questo caso si tratta di ispirazione che nulla ha a che vedere con quanto stiamo trattando. Solo Dio può creare qualcosa dal nulla, attraverso la Parola della Sua Potenza: E Dio disse: “Sia fatta la luce”: e luce fu. Genesi 1:3 Bene, l’uomo assolutamente non può competere su questo terreno. Ma l’uomo può prendere le cose create da Dio e manipolarle, riproducendo delle versioni alterate e certamente discutibili rispetto all’originale. In questi ultimi anni siamo passati dalle modifiche genetiche (definite anche Ingegneria Genetica) del codice genetico degli organismi, alla mappatura del genoma (umano ed altro), per poi passare dalla rivoluzione delle cellule staminali fino a giungere all’ultimo exploit della scienza: “la creazione della vita, sebbene vita artificiale” che rappresenta un considerevole salto in avanti nella conoscenza scientifica. Come descritto nel seguente articolo si capisce che la posta in gioco è molto alta, ma il risultato è questo:
Questa immagine mostra la cellula “creata” sinteticamente.
Gli scienziati del J. Craig Venter Institute hanno creato una cellula sintetica capace di sopravvivere e riprodursi da sola secondo una sequenza artificiale di DNA, che i i ricercatori hanno sviluppato attraverso il genoma prodotto mediante sofisticati organismi artificiali.La nuova cellula batterica chiamata "Mycoplasma mycoides JCVI-syn1.0," è il risultato del lavoro di 15 anni costato 30 milioni di dollari effettuato da parte del pioniere della genetica Craig Venter. Lo studio, condotto dallo studio di Dan Gibson è stato riportato sull’edizione del 21 maggio della rivista Science.Il team composta da 25 ricercatori ha preso il batterio Mycoplasma capricolum e ne ha completamente riscritto il codice genetico di oltre 1 milione di paia di basi di DNA. I dati sono stati messi in sequenza come frammenti chimici di DNA e ricuciti usando fermenti e batteri E. coli.Il genoma sintetico è stato poi trapiantato in un vuoto batterio Mycoplasma mycoides, il quale era stato trasformato in una nuova specie. Il risultato di questa creazione è stato chiamato JCVI-syn1.0, a ricordare il suo status di primo esemplare in assoluto della sua specie.Per dimostrare che il genoma è sintetico e per far valere la propria proprietà, gli scienziati lo hanno “marcato” con parole in codice che indicano con le lettere dell’alfabeto i geni e le proteine. Hanno inoltre aggiunto tre citazioni tratte da “Ritratto dell’artista da giovane” di James Joyce: “Per vivere, sbagliare , cadere , trionfare , ricreare la vita dalla vita." Hanno inoltre aggiunto un URL e un indirizzo e-mail che consentono ai ricercatori capaci di decodificare il codici di contattare l’istituto.Venter intende brevettare le nuove cellule, prodotte con il finanziamento della Synthetic Genomics, una compagnia che si occupa di genoma fondata da lui nel 2005.Sebbene la cellula sia ancora molto primitiva e mancante della sua propria membrana, le tecniche sviluppate per crearla sono una premessa per l’enorme progresso del campo dell’ingegneria genetica e dello studio del genoma. Questi esperimenti sollevano delle questioni di carattere etico, non solo per la creazione della vita artificiale ma anche per la legittimità di brevettarla."La capacità di scrivere la mappa della vita inaugura una nuova era per la scienza e con essa la possibilità di creare nuovi prodotti e sistemi per nuovi biocarburanti, tecnologie per ripulire le acque, nuovi vaccini e medicine” è stato poi riportato sul sito Web dell’istituto situato a Rockville e San Diego.Gli scienziati non coinvolti nello studio hanno voluto però sottolineare che queste nuove specie non possono essere considerate una nuova forma di vita sintetica perché il proprio genoma è stato posto all’interno di una cellula già esistente. Tuttavia hanno riconosciuto che il risultato ha un grande valore scientifico. Su The Wall Street Journall il biologo Richard Ebright ha parlato di un punto di svolta nella relazione tra l’uomo e la natura”.20 maggio 20 2010 3:12 PM PDT - CRAVE
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