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Cronache degli Ultimi Giorni

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Pietro Arnese, fondatore ed editore di Apocalypsesoon.org è disponibile per seminari, studi e servizi di culto sulle profezie bibliche degli "Ultimi Giorni." Contatto: mail

 

7 Giugno 2004

Abbiamo sempre evitato come la peste di scrivere a proposito di uomini politici, ma esistono delle eccezioni e il passaggio ad una vita migliore dell'ex Presidente degli USA Ronald Reagan è una di queste. Potrete leggere moltissimo a riguardo degli incredibili successi politici e sociali, ma vorrei qui richiamare l'attenzione su ciò che ha realmente fatto di lui un grande uomo. Non troverete articoli come quello che segue negli altri mass media, il cui interesse è quello di concentrare l'attenzione sui grandi eventi, sui grandi successi, sui grandi fallimenti, su tutto ciò che è GRANDE e finiscono così col tralasciare le piccole cose, dimenticando che sono queste piccole cose a fare la grande storia e i grandi uomini.

 

L'arcobaleno di Ronald Reagan
Dalla sua eterna fattoria.
Di Paul Kengor

Ronald Reagan era un uomo che aveva tutto. E' difficile trovare un altro americano che abbia vissuto come lui una vita così piena e ricca - quella che lui stesso ha definito "An American Life". Egli ha fatto pressoché tutto nella sua vita e in qualsiasi campo si è mosso ha sempre ottenuto dei grandi successi. Quando nel 1932 lasciò la casa dei suoi genitori, andò a lavorare con successo per una radio. Poi vennero i film e la televisione, negli anni dello sviluppo di questi media. Negli anni '30, periodo in cui la maggior parte degli americani viveva nella sofferenza, Reagan spiccò il volo. Negli anni '40, era uno dei campioni di incassi a Hollywood e nessun attore della Warner Brothers, eccetto Errol Flynn, riceveva tante lettere da parte di ammiratori quanto lui. Il suo spettacolo televisivo che andò in onda dal 1954 al 1962 fece di lui uno dei nomi maggiormente conosciuti in America.

Certo, dopo questo, egli entrò in politica e fu eletto per due volte governatore del maggior stato americano e divenne il presidente della nazione più potente al mondo. E sono certo che il suo epitaffio lo ricorderà come il presidente che vinse la Guerra Fredda.

Da dove ha origine questo record di trionfi? Esso ha inizio da umili origini: il Rock River di Lowell Park a Dixon, Illinois, dove Reagan ancora adolescente ha lavorato come bagnino per sette estati, sette giorni a settimana, da dieci a dodici ore al giorno. Egli stava sempre vigilante sulla roccia di Rock River. Durante questo periodo Reagan salvò la vita a 77 persone: "E' questo uno dei dati statistici del quale vado più fiero", ebbe poi modo di dire. Salvare un uomo che sta affogando non è mai facile, ma ancora più difficile è farlo nel Rock River, le cui acque agitate sono così profonde e torbide che da molti anni ne è stato vietata la balneazione.

Nonostante ciò, questo lavoro rappresentava un compito d'amore per Reagan. "Il mio amato lavoro di salvataggio", lo ha poi chiamato. Anche quando l'Alzheimer lo colpì così duramente da non fargli riconoscere neppure gli amici più cari che lo venivano a visitare negli anni '90 a Los Angeles, Reagan non smise di indicare sul muro un dipinto raffigurante il Rock River.

Il 5 novembre 1994 Ronald Reagan scrisse una lettera al mondo per far sapere che il morbo di Alzheimer lo stava portando "al tramonto della sua vita". Fu sorprendente la scelta delle parole: l'Alzheimer è infatti un male terribile che cancella i nostri ricordi. In pochi anni, Reagan dimenticò persino la Casa Bianca.

Come ha potuto descrivere questo sciagurato destino come il tramonto della propria vita? Ignorava forse cosa fosse questo male? No di certo. Come presidente, Reagan fece otto diverse dichiarazioni riguardo l'Alzheimer - in media una per ogni suo anno trascorso alla Casa Bianca. E' scioccante leggere oggi queste parole. Egli disse che questo morbo è "un indiscriminato killer della mente e della vita" - "una devastante malattia che priva le vittima della gioia di vivere". "Esso rientra fra le peggiori afflizioni, poiché sradica la memoria e i giudizi finendo col rubare l'essenza delle personalità. Col deterioramento progressivo del cervello, anche i compiti più elementari come allacciarsi le stringhe o fare il letto diventano irrealizzabili. I propri coniugi e figli diventano degli sconosciuti. "Lentamente," disse Reagan, "le vittime di questo male entrano in un profondo stato di demenza".

Inconsciamente Reagan aveva anticipato il suo destino.

Perciò rimane da chiedersi come poteva Reagan, che ben conosceva gli effetti dell'Alzheimer, descrivere l'apparizione di questo morbo nella sua vita con l'immagine del tramonto. Ho avuto modo di osservare i tramonti sulla costa californiana, dove risiedeva il "Ranch in the Sky" di Reagan. La risposta a questo dilemma sta nell'arma segreta di Reagan: il suo ottimismo. Egli lo definiva un ottimismo eterno, un ottimismo che proviene da Dio.

Egli scoprì questo dono attraverso sua madre, Nelle Reagan, la quale è stata insieme a Nancy la persona più importante della sua vita. Nelle instillò nel suo figlio la fede cristiana che si è rivelata fondamentale nel suo essere. Ella gli insegnò che gli ostacoli e i guai che troviamo sulla nostra strada esistono per una ragione. Le cose brutte fanno parte del "piano di Dio" per il nostro bene. Dopo la tempesta arriva l'arcobaleno. Reagan sapeva che Dio controlla ogni cosa e che opera per il nostro bene.

Reagan ha predicato questa teologia nelle sue memorie e nelle innumerevoli lettere private che si trovano oggi nella Reagan Library, divenuta una specie di ministero della disgrazia. Egli scrisse ad una vedova: "E' una tragedia che suo marito è morto e le scrivo per inviarle le mie più profonde condoglianze; se le è di conforto, Dio ha un piano....

Nel 1962, la donna che condivise con Reagan questi pensieri morì di quella che veniva chiamata familiarmente "senilità" (nota oggigiorno come morbo di Alzheimer). Ebbene, Reagan mantenne il suo ottimismo. La morte di sua madre, disse ai suoi amici, fu come un passo verso quella finestra eterna, verso quell'arcobaleno che attende la fine della tempesta.

"Come morremo lo sa solo Dio", disse Reagan alla sua figlia Patti. Il nostro compito è quello di accettarlo. A 17 anni, egli scrisse una poesia intitolata "vita". Eccone un brano:

"Perché l'angoscia ci affligge
Quando spira una persona a noi cara?
Egli ha mutato le tristi canzoni funebri
In un cantico di Vita Eterna."

E' per il suo eterno ottimismo che egli scrisse la lettera del novembre 1994 nonostante il morbo lo stesse già affliggendo duramente fino a portare la sua mente nel completo oblio.

Vi è da dire che in questa lettera agli americani, Ronald Reagan menziona quattro volte Dio e la fede. "Quando il Signore mi chiamerà nella sua dimora", scrisse, "me ne andrò con un grande amore per questa nazione e con un eterno ottimismo per il suo futuro".

In seguito a questa lettera d'addio, Reagan e la sua famiglia passarono dieci anni di sofferenza dopo che nella sua vita grandemente benedetta godette di pochi preziosi tramonti. Ora, almeno, Ronald Reagan potrà stare nella pace.

Si goda l'arcobaleno, Mr. President.

 


16 aprile 2004

Prima di trattare le accuse di "antisemitismo" mosse da più parti contro il film La Passione, desidero commentare una particolare lettera inviataci in merito al film, nella quale ci veniva chiesto se il fatto che un essere umano abbia impersonato Gesù Cristo non sia da considerarsi blasfemo. La domanda è meno frivola di quello che può sembrare. Ricordo infatti che in passato molti film a sfondo biblico facevano ben attenzione a non mostrare il volto degli attori che interpretavano Gesù, come nel giustamente famoso ed eccellente Ben Hur. In seguito, a partire dagli anni '60, è nata una nuova tendenza nel mostrare senza problemi il volto dei vari attori che impersonavano Gesù. Diversi attori si sono avvicendati in questo ruolo e i loro visi sono diventati delle icone. Dobbiamo riconoscere che negli ultimi decenni la sensibilità e la morale sono molto cambiate (eccome sono cambiate!) e cose che fino a qualche tempo fa erano impensabili, oggi sono diventate la normalità, e non mi riferisco solamente alla faccia di "Gesù". Rimane comunque incredibile assistere a come il declino della nostra civiltà possa essere misurato anche da questo singolo fatto.

Così ci troviamo dinanzi ad un altro problema di natura molto profonda da considerare. Attualmente viviamo in un mondo nel quale l'immagine ha una grande importanza e i computer possono riprodurre o fabbricare qualsiasi evento o persona. Quando Gesù venne sulla terra, non esistevano mezzi tecnici per immortalare la Sua apparizione e neppure la pittura era arrivata ad un livello tale da poter lasciarci una benché minima riproduzione di Lui. Bene, se Dio ha voluto ciò, è evidente che aveva le Sue buone ragioni, prima fra tutte quella di evitare l'idolatria. Dopotutto, nei Suoi Comandamenti, Egli ha severamente vietato ogni forma di riproduzione di questo genere.

Il volto di Gesù, così come viene rappresentato ai giorni nostri, cominciò ad avere le sembianze che conosciamo sin dai tempi del Rinascimento italiano, quando gli artisti, generalmente sponsorizzati dalla chiesa Cattolica, adattarono i riferimenti della loro cultura agli episodi e ai personaggi biblici, compresi i vestiti e gli scenari. Negli ultimi tempi, l'iperrealismo ha rimpiazzato le descrizioni romanzate del passato. Nel film Gesù di Nazareth, che resta a mio avviso il miglior film su Gesù mai realizzato, ci si avvicina il più possibile a quello che è realmente successo, distanziandosi dal solito "Gesù" biondo e dagli occhi azzurri per proporci un più reale "Gesù" somaticamente ebreo. Il problema resta il fatto che nessuno di noi può sapere quale aspetto fisico aveva Gesù e credo che molti credenti, dopo che sono stati abituati alla Sua immagine iconografica, saranno scioccati nel vedere come è REALMENTE Gesù. Ecco perché Dio, nella Sua Saggezza, ha vietato l'uso di immagine e statue come strumenti di rappresentazione o di adorazione.

Passiamo ora alle accuse di "antisemitismo". E' Mel Gibson un antisemita? Personalmente non lo so, ma visto che lui ha negato di esserlo non ho motivo per dubitarne. Resta però il fatto che egli è stato allevato da un padre dichiaratamente antisemita (per non parlare di altre sue strane peculiarità) e sebbene sarebbe sbagliato giudicare Mel Gibson per le convinzioni del padre, bisogna anche considerare che crescere in un ambiente come quello può generare effetti indesiderati. Su una recensione pubblicata da una rivista, ho letto che nel film la narrazione è stata assemblata prendendo dei quattro vangeli (oltre a dei testi di Catherine Emmerich, la quale era veramente antisemita) e vi è stata una deliberata manipolazione attraverso l'accentuazione di alcuni punti piuttosto che altri. Mischiare il testo dei quattro vangeli anziché seguire la narrazione di uno solo, fa sì che si possa raggiungere un risultato alterato. Comunque, come già detto, credo a Mel Gibson quando si distanzia dalle accuse, anche se mantengo una qualche riserva.

Molte associazioni ebraiche non hanno perso l'occasione di attaccare il film fin dall'inizio delle riprese, finendo però con il danneggiarsi da soli. Infatti ritengo che queste loro accuse astiose siano le principali responsabili del grande successo di questo film, visto che già molti mesi prima della presentazione si era già creata un'enorme attesa oltre che un clima di mistero e polemica.

Vorrei ricordare che i rappresentanti ebraici che tanto si sono scandalizzati in questa occasione, NON hanno minimamente protestato di fronte a film e rappresentazioni teatrali blasfemei come "L'ultima tentazione di Cristo" o "Corpus Christi" (tra l'altro finanziati con soldi ebraici), ma del resto è raro vederli lamentarsi per questo sconcio.

Ora, come cristiano, riconosco il posto di Israele nel piano di Dio ed ho un sincero amore per il popolo ebraico così come la Parola di Dio invita a fare in diversi versi; inoltre il loro destino è stato chiaramente profetizzato:

 

Io dico dunque: Dio ha forse ripudiato il suo popolo? No di certo! Perché anch'io sono Israelita, della discendenza d'Abraamo, della tribù di Beniamino.
Dio non ha ripudiato il suo popolo, che ha riconosciuto già da prima.
Romani 11:1,2

Nella lettera ai Romani, la Parola ci ammonisce a non disprezzare il ruolo di Israele nel piano di Dio:

 

Infatti se tu sei stato tagliato dall'olivo selvatico per natura e sei stato contro natura innestato nell'olivo domestico, quanto più essi, che sono i rami naturali, saranno innestati nel loro proprio olivo.
Infatti, fratelli, non voglio che ignoriate questo mistero, affinché non siate presuntuosi: un indurimento si è prodotto in una parte d'Israele, finché non sia entrata la totalità degli stranieri;
e tutto Israele sarà salvato, così come è scritto: Il liberatore verrà da Sion.
Romani 11:24-26

Perciò, chiunque la pensa diversamente riguardo Israele finisce con il contraddire Dio. Allo stesso tempo, non si può negare che l'accusa di antisemitismo si eleva ormai contro chiunque si azzarda a criticare il comportamento da parte di un ebreo, di un'associazione ebraica o dello Stato di Israele. Questo non è accettabile, visto che nessuno, tranne Dio, può essere esente da critiche. Gli ebrei dovrebbero prestare attenzione al fatto che molti loro simpatizzanti hanno finito col cambiare opinione a motivo del loro atteggiamento fastidioso e dei molti sterili attacchi che usano fare, mostrando così una totale incapacità a distinguere coloro che sono i loro veri amici.

Gli ebrei sono responsabili della morte di Gesù?
La Parola è molto chiara a questo riguardo:

 

E Pilato a loro: "Che farò dunque di Gesù detto Cristo?" Tutti risposero: "Sia crocifisso".
Ma egli riprese: "Che male ha fatto?" Ma quelli sempre più gridavano: "Sia crocifisso!"
Pilato, vedendo che non otteneva nulla, ma che si sollevava un tumulto, prese dell'acqua e si lavò le mani in presenza della folla, dicendo: "Io sono innocente del sangue di questo giusto; pensateci voi".
E tutto il popolo rispose: "Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli".
Matteo 27:22-25

E' indubbio il fatto che la folla, incoraggiata dai leader religiosi, abbia pronunciato la sentenza di morte contro Gesù, ma è anche vero il fatto che non tutti gli Ebrei erano di pari consentimento (vedere Luca 23:51, Luca 23:34, Atti 5:28, 1Cor. 2:8).
Gli Ebrei, come popolo, hanno su di sé il grave peso di aver rigettato il Messia, ma d'altro canto non dobbiamo dimenticarci che Gesù è venuto per redimere il mondo intero, anche se Egli stesso ha ammesso che era venuto prima di tutto per il popolo di Israele, scelto e preparato da Dio appunto per la Sua venuta. La loro temporanea rinuncia ha aperto la porta a tutti gli altri per ricevere la Grazia di Dio. Poiché siamo tutti peccatori, Ebrei inclusi, abbiamo tutti bisogno di essere giustificati dinanzi a Dio, e la UNICA giustificazione che Egli può accettare è la nostra fede nel Suo Figlio Gesù e nel Suo Sangue, come sacrificio e assoluzione dei nostri peccati. Non vi è Legge o altro mezzo per il quale possiamo ottenere il perdono dei nostri peccati, a dispetto di quanto è stato insegnato nei secoli da persone poco scrupolose e ignoranti in materia biblica.

Così, per rispondere se gli Ebrei furono responsabili della morte di Gesù, dovremmo rispondere: "Sì, lo sono, così come lo sono i romani, i greci, gli arabi, gli americani, gli indiani, ecc...
E tu.
Ed io
."

 


17 marzo 2004

Dopo un anno di controversie e di attacchi tutt'altro che velati, è uscito il film La Passione del Cristo che ha subito suscitato delle forti reazioni. Abbiamo ricevuto molte e-mail su questo tema e devo dire che gli effetti provocati dal film mi hanno francamente sorpreso, nonostante il film sia stato accompagnato durante tutta la realizzazione da accuse di antisemitismo. Vorrei quindi fare un paio di commenti riguardo il significato di questo evento (perché di evento si tratta) per i Cristiani e per il mondo intero.

Non ho visto il film, ma dopo aver letto diverse riviste è quasi come se lo avessi visto. In tutta onestà non penso che andrò a vederlo neppure quando arriverà nelle sale cinematografiche dove vivo e la ragione è che quando nella Bibbia leggo le sofferenze di Gesù provo sempre un forte sentimento di angoscia. Per anni ho evitato di leggere queste pagine, e sebbene conoscessi perfettamente quei versetti, ho preferito non rileggerli. Essi documentano tutta una serie di oltraggi, di crudeltà e di atti malvagi tali da farci rimanere scioccati nel vedere a quali livelli di bestialità può arrivare il genere umano. Ed è per me incomprensibile, se non per il Suo Amore, il motivo per cui Dio ha permesso tutto ciò. Perciò, visto che questo film ci mostra in tutti i modi le varie torture inflitte a Gesù, non credo proprio che andrò a vederlo. Ma questa non è l'unica ragione.

Secondo la mia analisi, e credetemi ho fatto i miei compiti, vi sono lati positivi e lati negativi riguardo questo film. Cominciamo cogli aspetti positivi:

Il film descrive le ultime dodici ore comprendenti la morte per crocifissione di Gesù Cristo, seguiti da un breve epilogo sulla Sua Resurrezione. I dialoghi sono nella supposta lingua originale utilizzata in quei tempi, ma vi sono comunque dei sottotitoli a conforto di coloro che non hanno familiarità con gli eventi. Mel Gibson, il regista e produttore del film, aveva in un primo tempo escluso i sottotitoli, dal momento che la narrazione era così nota, ma i distributori del film lo hanno pressoché obbligato ad utilizzarli. Vi è un'esposizione senza censura degli eventi, nella quale gli spettatori vengono travolti dalla visione del sangue in una maniera così cruda come non si era quasi mai visto prima.

A coloro che accusano Mel Gibson di essere un sadico, bisognerebbe ricordare che una crocifissione non è un pic-nic e che i Romani non erano delle crocerossine quando infliggevano le punizioni corporali ai loro nemici o presunti tali. La realtà fu certamente di gran lunga peggiore rispetto a quanto mostrato nel film.

"Che bisogno c'era di mostrare in maniera così esplicita tutti i dettagli di queste violenze?" si sono lamentati alcuni. La mia opinione è che, poiché Hollywood ci ha "educato" ad una tale quantità di sangue e violenza, che a questo punto tutto ciò che non presenta questi aspetti non viene preso sul serio o addirittura viene deriso. Mel è un attore e certamente conosce le regole del suo business, perciò sono sicuro che sapeva bene ciò che stava facendo mentre girava il film. E' incredibile vedere come alcuni critici che hanno reagito duramente alla violenza mostrata nel film siano poi gli stessi che esaltano i film di Quentin Tarantino, un altro regista che ha fatto carriera grazie a dei film ultra violenti, nei quali l'unico ingrediente è costituito dalle sparatorie e dalle sevizie. Pura ipocrisia in azione, ma attendersi giustizia e moralità da parte di Hollywood è fanta-fantascienza, non siete d'accordo?

Un'altra accusa è quella dell'antisemitismo, ma questa la tratterò nel mio prossimo intervento.

La parte negativa dell'evento è che Mel non è stato del tutto fedele alle Scritture, ma ha inserito nel film alcune sue peculiari visioni personali, le quali, pur non allontanandosi dal tema principale, si mischiano sottilmente con la Verità dell'Evangelo. Visto che si era detto che il film si sarebbe attenuto fedelmente alle Scritture, queste intromissioni della visione personale di Gibson equivalgono ad una manipolazione. Si è saputo che Gibson, fervente cattolico, sottoscrive la visione pre-Concilio Vatican II della sua denominazione, (Messa Tridentina etc.) ridicolizzando tutto quanto è accaduto nella Chiesa Cattolica da allora, compresi i Papi. Egli è decisamente estremo nella sua visione, e sebbene abbia tutte il diritto di esserlo, resta il fatto che non è onesto far credere che sia Vangelo ciò che Vangelo non è. In un'intervista ha dichiarato di avere dubbi riguardo la salvezza della propria moglie, dal momento che lei non condivide le sue opinioni, secondo cui il Magistero della Chiesa Cattolica va al primo posto. E LA PAROLA DI DIO dove la mettiamo?
Inoltre, Mel Gibson è stato influenzato dagli scritti da una coppia di mistici cattolici, principalmente da Anne Catherine Emmerich (1774 - 1824) una mistica, stigmatista, visionaria e "profetessa" autrice del libro "La passione dolorosa del nostro Signore Gesù Cristo" nel quale emergono i tipici elementi di misticismo visionario di quell'epoca. E' vero che la mania del misticismo e dei visionari fa parte del bagaglio culturale cattolico, ma non può essere accettabile l'equiparazione di queste visioni mistiche con la Verità. Diversi studi hanno dimostrato come questi cosiddetti mistici erano (e sono) persone represse, che si creano (anche inconsciamente) un loro mondo personale nel quale rifugiarsi e trovare sostegno nella loro vita di tutti i giorni. Questi aspetti ai confini della psicosi non sono poi tanto diversi dalle pratiche dei santoni induisti che fanno delle cose incredibili (come estendere un braccio per giorni fintanto che esso non si atrofizzi oppure fissare il sole fino a diventare ciechi) per avere un proprio seguito e acquisire appellativi di santità. Si tratta della stessa instabilità mentale che, dietro le vesti della "religiosità", la spunta meglio di quella del cosiddetto matto comune.

La Hemmerich è addirittura un esempio peggiore di tutto ciò. Ho avuto modo di leggere alcuni capitoli dei suoi scritti e avrei preferito non averlo fatto. I luridi dettagli descritti senza alcun fondamento biblico sono sufficienti a tacciarla di blasfemia. Ma, nonostante ciò, questo genere sembra aver sempre successo tra i cattolici. Quello che non capisco è come si possano conciliare la Bibbia, alla quale dicono di credere, con tutte queste totali assurdità. Sembrerebbe che essi siano facilmente ingannabili, ma questo problema è constatabile, in misura diversa, anche in altre denominazioni. Ciò accade quando la Parola di Dio non viene rispettata come l'unico metro per stabilire ciò che giusto e ciò che è sbagliato ed invece si vogliono introdurre altri parametri di giudizio (come la "tradizione" per i cattolici e "le esperienze" per i pentecostali).

Nel prossimo articolo, che verrà pubblicato tra pochi giorni, esamineremo la tematica dell'antisemitismo.

 


10 febbraio 2004

 

Il crescente allontanamento dei valori giudeo-cristiani dai principi di legge comune riguardo ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, sta spingendo i nostri tribunali a fare tutta una serie di considerazioni secondarie. Secondo le nuove teorie è sbagliato giudicare troppo duramente qualsiasi azione, comprese quelle che trasgrediscono i principi più elementari ed ovvi, come ad esempio che "Mangiare gli uomini è sbagliato".
Citato da
The London [ON] Free Press ^ | 6 febbraio 2004 | Herman Goodden

Nella mia mente non vi è più alcun dubbio riguardo al fatto che il punto di vista dell'Occidente "civilizzato" si stia rapidamente trasformando in un paganesimo amorale. Questa convinzione non è solo mia, ma il testo sopraccitato scritto da un giornalista comune dimostra che non sono l'unico a pensarla così. Stiamo assistendo ad una specie di rivoluzione, attraverso la quale si stanno cancellando tutti i riferimenti etici giudeo-cristiani, cioè proprio quelli che hanno consentito all'Occidente di ottenere il progresso, l'espansione e il successo. E' veramente triste, assurdo ed è motivo di rimpianto che ci stiamo rivoltando contro tutto ciò che ci ha resi un esempio di libertà e speranza, e tutto ciò a causa del senso distorto dato alla parola "libertà", ad un ridicolo "politicamente corretto" e ad un esplicito odio verso il Cristianesimo e più in generale verso ogni forma di "religione".

Certo, una volta abbandonati tutti i criteri coi quali abbiamo governato le nostre società per anni, finiremo col trovarci in una terra di nessuno, dove tutto è possibile ma niente è sicuro. A proposito di questo vogliamo ricordare il caso di Armin Meiwes, meglio conosciuto come il Cannibale di Rotenburg. Su questa storia si è scritto di tutto fino a raccontarne i dettagli più morbosi, ma non è questo ciò che ci interessa. La mia intenzione è invece di focalizzare due punti importanti di questo sordido affare: il primo riguarda la rivelazione del Signor Meiwes riguardo l'organizzazione composta da persone di un certo livello coinvolte in qualche modo col cannibalismo, e la seconda riguarda invece la totale incapacità della giustizia di gestire il caso. Vi invito a leggere il seguente articolo:

 

Cannibale rivela l'esistenza di un gruppo organizzato di mangiatori di uomini
Da The Times' Roger Boyes in Kassel - 7 gennaio 2004

ARMIN Meiwes, il sempre più noto Cannibale di Rotenburg, sta collaborando con la polizia nell'inchiesta riguardante un 'organizzazione internazionale di mangiatori di uomini. E' stato scoperto un elenco di vittime volontarie, dall'Austria fino agli Stati Uniti, che erano in lista sotto falsi nomi come Hansel e Gretel. Queste persone venivano mangiate oppure effettuavano scambi con l'ex soldato 42 anni di dettagli riguardanti la macellazione.

Durante lo sconvolgente processo di Kassel, giunto ormai alla sua quarta settimana, non solo è stato presentato lo scopo del cannibalismo moderno, ma il Signor Meiwes ha addirittura esposto le sue ambizioni di vivere in un mondo in cui il mangiare gli uomini possa essere considerato come soluzione contro la fame e contro la sovrappopolazione. I poliziotti chiamati a testimoniare hanno parlato di due furgoni carichi di documenti stampati (e-mail e pagine internet) comprovanti i rapporti che Meiwes aveva con altri cannibali e con le potenziali vittime. La detective Isolde Stock ha detto: "Abbiamo scaricato 3800 fotografie dal suo computer". L'enorme volume di prove ha lasciato di stucco anche la corte.

Meiwes aveva in precedenza parlato di un'organizzazione europea di cannibali composta da almeno 800 persone comprendente anche dentisti e insegnanti. Egli ha anche ammesso di essere in contatto con 400 persone, 200 delle quali sono state scovate in seguito alle investigazioni durate un anno. Tra di esse è stato segnalato anche un americano che era alla ricerca di una vittima da mangiare dopo averla tagliata in tre parti e un tedesco che invece voleva essere mangiato durante la celebrazione del Natale Ortodosso russo. La polizia ha potuto fare questi progressi nell'inchiesta grazie alla cooperazione del Signor Meiwes.

Sembrerebbe uno scherzo o la trama di un film di Hollywood di serie b. A dire il vero questo genere di film di serie b sono considerati oggigiorno a tutti gli effetti come film di serie a, a considerare dagli incassi della serie "Hannibal Lecter" e dal decadimento del gusto del pubblico cinematografico.

Ebbene, Meiwes è stato condannato a SOLI 8 anni e qualche mese, che grazie alla "buona condotta" (ossia al fatto che egli non morderà nessuno durante il suo periodo in cella) diverranno 4 anni, dopo i quali sarà libero di circolare per la società cercando chi possa sbranare, esattamente come fa il diavolo suo ispiratore.

L'apparato legale, attraverso lo spirito che percorre la moderna giurisprudenza, sta di fatto dicendoci che non vi è nulla che non è consentito agli adulti e che alcuni antichi principi come "Non uccidere" non sono più applicabili nella società attuale. Il trionfo del razionalismo liberale e del situazionismo etico. Secondo me, ottusa stupidità e fatale cecità.

 


 

14 Gennaio 2004

Con questo mio primo articolo del 2004 desidero innanzitutto esaminare quello che è stato il nostro lavoro nel corso dell'ultimo anno. Abbiamo modificato la grafica del sito così come appare oggi e le reazioni a questo cambiamento sono state tutte positive. Abbiamo pure deciso di abbandonare le traduzioni in francese, tedesco e portoghese a causa della mancanza di volontari qualificati. Ci sono state molte persone che ci hanno chiesto di riprendere la traduzione in queste lingue, ma a parte qualche sporadica traduzione di qualche articolo, il progetto non è mai veramente decollato. Così, prendo questo come un segno del Signore a non continuare questo progetto, perlomeno fintanto che non dovesse esserci una chiara visione riguardo questo punto.

Durante lo scorso anno abbiamo registrato una crescita nelle visite e ci scusiamo per quelle lettere a cui non siamo stati in grado ancora di dare una risposta. Cerchiamo infatti di dare la priorità alle risposte che necessitano maggior urgenza. Al momento vi sono tre persone che si occupano della corrispondenza, a seconda della lingua. Sarebbe certamente gradita un'ulteriore persona che si occupasse della corrispondenza in inglese, la quale costituisce la gran parte della totalità delle lettere, ma, grazie a Dio, tutto sommato ci arrangiamo.

Qui di sotto vi è un resoconto statistico del dicembre 2003, riguardante le nazionalità dei nostri visitatori:

La classifica di 30 delle 62 nazioni totali:

1 - 76.33% - Sconosciuto
2 - 11.49% - Stati Uniti (commerciale)
3 - 5.30% - Network
4 - 1.39% - Italia
5 - 0.85% - Messico
6 - 0.53% - Stati Uniti (militare)
7 - 0.44% - Gran Bretagna
8 - 0.37% - Belgio
9 - 0.34% - Cile
10 - 0.31% - Canada
11 - 0.25% - Australia
12 - 0.25% - Singapore
13 - 0.25% - Stati Uniti
14 - 0.22% - Statu Uniti (Educazione)
15 - 0.17% - Sudafrica
16 - 0.16% - Portogallo
17 - 0.15% - Olanda
18 - 0.09% - Stati Uniti (Governo)
19 - 0.09% - Organizzazioni Non-Profit
20 - 0.08% - Costa Rica
21 - 0.07% - Argentina
22 - 0.07% - Finlandia
23 - 0.05% - Paraguay
24 - 0.05% - Grecia
25 - 0.05% - Romania
26 - 0.04% - Spagna
27 - 0.04% - Giappone
28 - 0.04% - Malaysia
29 - 0.04% - Svezia
30 - 0.04% - Austria

Le classifiche registrano solo determinati dati, in questo caso solo 30 delle 62 nazioni. I casi identificati come "sconosciuti" si riferiscono soprattutto agli utenti e alle agenzie statunitensi che non vogliono rivelare la propria identità. Quotidianamente abbiamo migliaia di visite e in qualsiasi momento delle 24 ore. Il picco delle visite si registra verso le ore 12 (di Los Angeles) e la rubrica maggiormente visitata è "GIORNI STRANI" (la stessa che state leggendo ora), comprese anche le pagine in archivio che possono essere cliccate nella colonna di sinistra.

Con l'anno nuovo abbiamo inaugurato una nuova pagina: "Sondaggi". In essa presenteremo tutta una serie di argomenti di interesse e chiederemo ai nostri visitatori la loro opinione riguardo i vari temi trattati. Il primo sondaggio riguarda il tempo del Rapimento. Abbiamo già presentato questo sondaggio in passato ed ebbe un grande riscontro. La pagina dei sondaggi è accessibile dalla colonna di GIORNI STRANI e dalla pagina d'entrata dell'indice in italiano. Il Sondaggio è in inglese ma facilissimo da capire. Vi si chiede in quale area temporale voi pensate che il Rapimento della Chiesa avvenga. Le scelte sono:
1) pre-tribolazione
2) mid-tribolazione
3) post-tribolazione
4) pre-ira
5) altro

Il numero 4 (pre-ira) è una posizione che ha avuto un grande riscontro negli ultimi anni. Per pre-Ira si intende il momento durante la tribolazione prima che Dio riversi la Sua Ira sul mondo. Tale periodo si riferisce verso la fine della tribolazione, praticamente a cavallo tra la mid e la post tribolazione

Ecco il sondaggio:

Un 2004 benedetto a tutti voi!



 

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