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GIORNI STRANI |
9 Feb. / 98
Stiamo marciando velocemente ed inequivocabilmente verso il controllo totale. L'Intel ha annunciato il 20 gennaio che sta progettando di mettere un Processore a Numero Seriale (PSN) in ogni chip del nuovo Pentium III. Secondo l'Intel, il PSN sarà usato per identificare gli utenti nel commercio elettronico e in altre applicazioni di rete. La grande protesta a questa "innovazione" ha portato l'Intel a ritrattare su questo annuncio, e ad aggiungere la scelta di spegnere/accendere il PSN, lasciando l'opzione al signolo utente. Tutto questo non è bastato comunque a quei gruppi che hanno organizzato un boicottaggio dei prodotti Intel. Chiedono che l'Intel elimini completamente il generatore ID da tutti i chip del Pentium III, richiesta che per l'Intel significa un costo abbastanza elevato, visto che ne ha già prodotti un numero rilevante. Dal nostro punto di vista, questo ultimo tentativo è in accordo alla Parola di Dio. Il boicottaggio ne può ritardare l'introduzione, ma ci piaccia o no il controllo totale è qualcosa che sta avvenendo. Comunque, non rimarremo ad assistere passivamente, e ci uniremo al boicottaggio ed inviteremo i nostri visitatori a fare lo stesso, per uno scopo abbastanza semplice: avere più tempo per raggiungere più persone con l'Evangelo della verità. Non stiamo operando con l'illusione che saremo in grado di fermare ciò che sta succedendo. Nessuno può impedire la Parola Profetica di Dio. Quello che capiamo è che se nessuno si lamenta, queste forze, non trovando opposizione, avranno campo aperto. Perciò il boicottaggio potrebbe essere una tattica per farli ritardare. Metteremo quindi un indirizzo dove potrete leggere tutto quello che riguarda questa faccenda, e dove potrete sapere cosa fare per partecipare. Ricordate solo ciò che abbiamo detto prima, e non andate oltre. www.privacy.org/bigbrotherinside/
1 Feb. / 98
Questa settimana concludiamo l'articolo sulla Y2K. E' interessante notare quanto interesse abbia suscitato quest'argomento. Internet, che ha contribuito alla notorietà della Y2K, è risultato il mezzo d'informazione più potente sulla terra. I mass media, in generale, non si sono molto interessati alla Y2K (al meno di recente) ma a causa dell'eco creato da Internet, si sono dovuti adeguare. Vorrei portare alla vostra attenzione gli articoli più interessanti generati da questo fenomeno. Prima di tutto, troviamo quello dell'organizzazione che vuole ripartire dall'anno 0, sperando così di eliminare lo spauracchio (e non solo) e soprattutto dare un nuovo inizio all'umanità. La menziono a causa della profezia di Daniele (vedi articolo precedente in basso). Apparentemente, l'uso del calendario gregoriano è discriminato solo alla fede cristiana, visto che risale alla nascita di Gesù Cristo. Il fatto è che nessuno sa esattamente l'anno della nascita di Gesù. Inoltre, se questo calendario fosse corretto, sarebbe l'anno 2001 quello che celebrerebbe il secondo millennio della nascita di Cristo. "L'Anno Zero si propone come alternativa all'anno 2000. Zero si dovrebbe considerare il primo anno dell'Era Globale, come spiegato nel Calendario Risolutivo dell'Era Globale", si spiega. Questa organizzazione dice di aver presentato il progetto a molti capi di governo, riscuotendo un discreto successo. Potete leggerlo tutto nel loro sito. Solo non comprate il loro calendario. Le Nazioni Unite hanno tenuto un seminario sulla 2YK lo scorso dicembre '98. Koskinen, il segretario del Consiglio dei Presidenti sulla Conversione dell'anno 2000 che ha partecipato alla conferenza insieme ad Ahmad Kamal, l'ambasciatore Pakistano e segretario del Gruppo di Lavoro del Consiglio Informativo Economico e Sociale delle Nazioni Unite, ha dichiarato: "Il problema Y2K non è un problema per i paesi stessi", ha detto Koskinen alla conferenza stampa tenutasi presso il Foreign Press Club di Manhattan. Noi tutti dipendiamo l'uno dall'altro e dobbiamo lavorare insieme, e dobbiamo metterci d'accordo su come organizzarci a livello regionale ed internazionale". Kamal ha difeso l'orario del forum. "E' un problema di cui stiamo scoprendo la complessità man mano che andiamo avanti. Cinque anni fa nessuno ne sapeva niente. Se sapevamo che non si trattava solo di una complicazione legale allora perché non abbiamo fatto di più? Non guardiamo il passato. Cerchiamo di fare il più possibile per il futuro". E abbiamo esperti di computer che sembrano essere i più preoccupati di tutti (dovrebbero sapere qualcosa). Non prendete per buono quello che vi dico; andate voi stessi a controllare sui siti dei due esperti in assoluto sulla Y2K, Roleigh Martin: http://ourworld.compuserve.com/homepages/roleigh_martin/ e Rick Cowles: http://www.euy2k.com/index.htm. Anche il mondo degli affari sembra preoccupato. Manca solo un anno al nuovo secolo, e una inchiesta condotta su 110 corporazioni americani, 12 agenzie federali, statali e locali, e 12 settori industriali ha rivelato che un gran numero di esse ha subito fallimenti e quasi tutte -- il 98 % -- si aspetta nuovi fallimenti nel 1999. L'inchiesta è stata condotta dalla Cap Gemini America, un provider di servizi e consigli sulla Y2K. Dallo studio è emerso che la percentuale di società che si trovano coinvolte in un processo di rinnovamento dei codici è salita dal 16 al 62 percento. Naturalmente, anche l'esercito e le varie forze di polizia sono preoccupati, e stanno elaborando piani di emergenza, "solo in caso…". Martedì 7 gennaio '99 -- Il World Net Daily ha annunciato che Guardia Nazionale sta progettando la sua prima mobilitazione nazionale delle truppe dopo il 1940, in vista di quella che potrebbe essere la crisi della Y2K. L'ufficio della Guardia Nazionale di Washington sta formulando insieme alla Federal Emercency Management Agency dei piani di esercitazione. Se la Y2K porterà la fine di tutte le comunicazioni, la Guardia Nazionale avrà bisogno di mobilitare le truppe. Il piano che si sta elaborando prevede la mobilitazione di tutti i 480.000 membri della Guardia Nazionale in tutti i 54 stati ed in tutti i territori. L'esercitazione COMEX/MOBEX sarà portata a termine senza telefono, radio o televisione e porterà il segnale a tutti i membri della guardia. L'esercitazione COMEX/MOBEX sarà una prova, non una vera e propria mobilitazione. I membri della Guardia verranno contattati, ma non dovranno rispondere. Nonostante l'esercitazione prevista per l'1 e il 2 maggio non sia segreta, i vari aspetti di essa verranno tenuti al segreto fin quando non inizierà la mobilitazione vera e propria. "Tutti sanno che avverrà, ma ci saranno degli scenari particolari", ha spiegato un ufficiale. Anche la FEMA ed altre agenzie federali saranno coinvolte nel progetto COMEX/MOBEX. Saranno dati ordini senza l'uso di comunicazioni standard. Il paese verrà diviso in sette diverse regioni. Sicuramente nel 1999 sentiremo parlare di legge marziale. Il quotidiano di Ottawa del 12 dicembre ha riportato che il governo canadese sta considerando la legge marziale come risposta alla disgregazione della Y2K. Il governo inglese sta preparando un'unità per i disastri previsti per l'invasione o l'insurrezione civile. Negli Stati Uniti, il senatore Bennett ha chiesto al pentagono quali progetti ha "nell'eventualità che il collasso dei servizi comunitari a causa della Y2K richieda la legge marziale", e una commissione della camera ha raccomandato che Clinton consideri l'eventualità di dichiarare l'emergenza nazionale. Persino la Federal Emergency Management Agency si sta coinvolgendo. La FEMA ha organizzato per il 15 gennaio '99 il Piano di Risposta Federale nel quale si prevede il rimedio ai danni della Y2K nei servizi pubblici quali la fornitura di elettricità o di acqua. La FEMA ha organizzato esercitazioni di addestramento regionale per la primavera del 1999, e progetta di avere un'unione di forze militari e civili che stiano allerta per il 31 dicembre 1999. Per quanto riguarda la FEMA, stanno circolando molti documenti sulla sua influenza e sul suo potere. Apparentemente la FEMA sta manovrando le leggi in modo da ottenere il controllo totale "in caso di emergenza nazionale". Dovrebbero essere tenute sotto pubblico scrutinio. Poi, c'è il punto di vista visionario della New Age. Qui si hanno molte interpretazioni sulle probabili conseguenze della 2YK. Alcuni la considerano un nuovo inizio per l'umanità; altri un modo per cambiare ed eliminare gli oppositori. Io non voglio fornirvi alcun collegamento per questi siti, perché non credo diano un vero contributo alla comprensione del problema. Per finire, devo menzionare il gruppo dei sopravvissuti, che pensano di sopravvivere alla catastrofe nascondendosi in luoghi isolati, riforniti di cibo e munizioni. Neanche di questi siti vi darò i collegamenti, perché si tratta semplicemente di territori fantastici. Ciò che più mi sorprende, riguardo a questo argomento, che sono coinvolti molti gruppi cosiddetti "cristiani". Qualcuno dovrebbe ricordare loro il comandamento che dice "Non uccidere". Alla fine, la Y2K lascerà il segno sulla storia.
28 Dic / 98
Non avevo in mente di scrivere il seguente articolo per questa settimana. Sebbene Natale sia solo una festa prettamente pagana, è sempre un momento in cui i veri cristiani diffondono la Buona Novella, approfittando del cosiddetto "periodo di festa". Perciò questo articolo, trattando un argomento difficile, doveva essere per un'altra settimana, ma "sono stato costretto". Successivamente ho ricevuto varie lettere che sottolineavano i giudizi della mano di Dio sull'America. Non è un soggetto facile da trattare, vi assicuro, ma è urgente, dati gli ultimi bombardamenti sull'Iraq. Ci sono vari siti che contengono "profezie" sulla condizione americana. Anche se l'America non è la nazione più peccaminosa della terra, è probabilmente la più ingrata verso Dio, Colui che l'ha grandemente benedetta negli anni passati. Naturalmente, nessuno è così stravagante da pensare che l'America sia sinonimo del Paradiso. Solo che questa nazione aveva degli standard morali, che venivano tenuti in gran considerazione anche se spesso non venivano mantenuti. Su alcune cose erano intransigenti e nessuno sognava mai di bestemmiare il nome di Dio. Bene, i tempi sono certamente cambiati, e ciò che abbiamo adesso è una nazione dalla morale in bancarotta, una nazione che è terribilmente confusa per quanto riguarda il suo ruolo nel mondo, una nazione che fa le scelte più sbagliate, una nazione che bestemmia Dio in nome del "linguaggio libero", una nazione che basa la sua fiducia sulle sue bombe, atomiche o tattiche che siano. Molto triste. Stando in contatto con ufficiali pubblici, ho sentito molte volte ripetere che l'America NON è una "nazione cristiana". E' vero, e non lo è mai stata. Ma aveva almeno una sorta di decenza e di innocenza, entrambi irrimediabilmente perse. Non c'è dubbio nella mia mente che l'America, a causa dell'industria dello spettacolo, e in nome di un mito umano chiamato "Arte", ha corrotto se stessa ed il resto del mondo. Ha contaminato ogni aspetto della società, iniziando dal mondo del commercio e facendosi insidiosamente strada in ogni strato della società. Secondo i miei calcoli, l'America è arrivata ad un punto in cui non può più tornare indietro. Gli eventi mondiali la stanno trascinando tanto velocemente da non aver il tempo di reagire. Anch'io credo che l'America sarà giudicata da Dio, è solo una questione di tempo. Nel libro di Habacuc, Dio ha usato una nazione pagana per castigare Israele. Lo stesso potrà accadere in breve tempo all'America. Non è un segreto che l'America è nell'occhio del mirino dei gruppi arabi fondamentalisti ed estremisti. Ma quello che l'America non riesce ancora a capire è il fatto che si sta attirando le ire del mondo arabo in generale. Ci sono stati e ci sono seri allarmi su possibili attacchi terroristici agli interessi e alle città americane. Non è un segreto che questi gruppi hanno nelle loro mani articoli nucleari e tossici. Si può dare tutto l'allarme possibile, ma la gente non può vivere sempre allarmata, né l'allarme può riguardare tutti. I terroristi sanno come e quando attaccare. Se l'America ha avuto su di sé la protezione di Dio, ora non l'ha più. E' desolata, con i suoi soldi e le sue bombe, che non sono un ostacolo per i suoi nemici. Riprenderò presto questo soggetto, con un articolo più approfondito. Per il momento vi sottopongo una lettera circolare che abbiamo ricevuto questa settimana. Leggetela bene, perché rappresenta il punto di vista di una maggioranza. SABATO 19 DICEMBRE 1998 -- Lanciano pietre, bruciano bandiere ed irrompono perfino nell'abitazione dell'ambasciatore, i protestanti del mondo arabo che sabato si sono riuniti come un'onda rabbiosa a causa degli attacchi aerei in Iraq. Un tema comune della protesta era che gli attacchi statunitensi e britannici hanno bersagliato tutti gli arabi - e non solo il leader Saddam Hussein. "L'aggressione all'Iraq è un'aggressione a tutta la nazione araba", ha detto Aziza Fadhel, uno studente universitario di Damasco, la capitale siriana. SABATO 19 DICEMBRE 1998 -- Il Dipartimento di Stato sabato ha consigliato ai cittadini americani di non recarsi in Siria perché l'attacco statunitense sull'Iraq avrebbe potuto produrre conseguenze, mettendo in pericolo gli americani. L'avvertimento è stato diffuso nello stesso giorno in cui l'ambasciatore statunitense a Damasco e la sua residenza sono stati danneggiati da dimostranti che protestavano contro l'attacco aereo sull'Iraq. Durante le dimostrazioni non è stato colpito nessun americano, ha detto l'ufficiale del Dipartimento di Stato. SABATO 19 DICEMBRE 1998 -- Le forze americane nel Golfo -- già allertate per eventuali rappresaglie militari dell'uomo forte iracheno Saddam Hussein -- sono state mobilitate per un eventuale attacco terroristico da parte di Osama bin Laden. Le fonti investigative credono che bin Laden - che è stato legato all'esplosione del Centro di Commercio Mondiale e ad altri due attacchi ad ambasciate statunitensi in Africa - sia stato il promotore di una nuova fatwah, o decreto religioso, nel quale si promulga "l'eliminazione totale degli americani". Indiscrezioni dal Pentagono e dal Dipartimento di Stato hanno detto inoltre di aver ricevuto una soffiata nella quale pare che possa avvenire una "imminente" azione terroristica agli americani che risiedono nella regione del Golfo; tutto questo è avvenuto settimane prima che il Presidente Clinton ordinasse l'ultimo bombardamento sull'Iraq. La minaccia era così seria che le forze statunitensi sono state messe in "ThreatCon Charlie" - il terzo massimo allarme fra le quattro condizioni di allerta. Le misure di sicurezza hanno previsto che le truppe fossero confinate alle loro basi e che non uscissero in numero considerevole. Le paure degli Stati Uniti si sono raddoppiate agli inizi di questa settimana, quando ufficiali dello spionaggio hanno comunicato l'intercettazione di alcune comunicazioni fra terroristi che vivono nascosti nelle grotte e i loro sostenitori, comunicazioni che riguardavano possibili attacchi nel Golfo. Le fonti hanno detto al governo degli USA che gli obiettivi più apprezzati sono le ambasciate in Arabia Saudita, nel Qatar e nel Kuwait. Sebbene le fonti non confermino un'alleanza fra bin Laden e Saddam, entrambi questi uomini hanno spinto i musulmani a prendere provvedimenti contro gli Stati Uniti. E la milizia radicale islamica di Taleban, l'attuale governo Afghani che per anni ha protetto il rifugio sotterraneo miliardario di bin Laden, ieri ha denunciato gli attacchi statunitensi e britannici contro l'Iraq. Il portavoce del movimento, Wakil Ahmad Muttawakil, ha affermato che l'attacco "va contro tutti i principi e le leggi internazionali. L'attacco potrebbe avere un nesso con l'impeachment di Clinton, per questo gli US e l'Inghilterra dovrebbero fermare gli attacchi". La corte suprema Taleban ha anche promulgato l'ultima fatwah, probabilmente opera di bin Laden, che è stata pubblicata il 2 dicembre nel quotidiano pakistano Islamabad e che dice che i musulmani hanno l'obbligo religioso di "uccidere gli americani" che si trovano nel mondo. Washington rifiuta di legittimare il governo Taleban. Il movimento, che afferma che la sua missione sia quella di creare lo stato musulmano più puro del mondo, ha rifiutato le richieste degli US di estradare bin Laden - che ha combattuto contro l'occupazione sovietica dell'Afganistan nel 1980 - accusato di assassinio e di attacchi terroristici. SABATO 19 DICEMBRE 1998 -- Migliaia di dimostranti hanno lanciato pietre contro l'ambasciata statunitense a Damasco, protestando contro l'attacco aereo sull'Iraq; questo hanno affermato dei testimoni. Le guardie americane all'interno hanno lanciato gas lacrimogeni contro la folla inferocita e le forze della sicurezza siriana hanno cercato di impedire che i dimostranti sconvolgessero l'ambasciata. Dopo aver scavalcato il muro dell'ambasciata, i protestanti hanno fatto a pezzi e bruciato una bandiera americana. Hanno inoltre attaccato dei cartelli sui cancelli dell'ambasciata prima di recarsi presso la vicina residenza dell'ambasciatore, dove hanno stracciato dei libri, bruciato una bandiera americana e distrutto una delle macchine dell'ambasciata. I dimostranti hanno invaso anche gli uffici del Consiglio Culturale Britannico, rompendo porte e finestre prima di dileguarsi. Molte persone sono state colpite dai gas lacrimogeni e sono state trasportate all'ospedale, dicono i testimoni. Ma nessuno di loro ha riportato ferite serie né è stato arrestato. Secondo i diplomatici la dimostrazione - composta soprattutto da ragazzi di scuola superiore e studenti universitari - è stata la prima a favore del popolo iracheno in circa 20 anni. La Siria e l'Iraq, guidate da fazioni rivali del partito Baath, sono state a lungo in competizione per la leadership del mondo arabo. Si sono avvicinate negli ultimi anni grazie a quella che chiamano ostilità americana e caparbietà israeliana di restituire i territori arabi occupati. "Tutti noi vi sosteniamo, fratelli in Iraq" hanno affermato i dimostranti. "L'aggressione contro l'Iraq è un'aggressione contro la Siria". Baghdad è stata colpita sabato da più attacchi statunitensi e britannici. Un ufficiale iracheno ha detto che durante le tre notti del bombardamento sono state uccise 68 persone. Gli ultimi raids, i più violenti, sono cessati solo pochi minuti prima che i musulmani iracheni iniziassero ad osservare il mese più santo dell'Islam, il Ramadan. SABATO 19 DICEMBRE 1998 -- Oggi i palestinesi si sono scontrati con le truppe israeliane in una dimostrazione a favore dell'Iraq, e hanno lanciato pietre e bombe ai soldati, che hanno sparato sulla folla. Sono state ferite più di 100 persone, ha riferito l'ospedale. Lo scontro avvenuto nella zona ovest della città di Hebron e quello più piccolo nella città di Rafah nella striscia di Gaza sono stati una sfida per la polizia palestinese contro i dimostranti a favore dell'Iraq. Questi scontri sono stati fra i più intensi nel corso degli ultimi mesi. SABATO 19 DICEMBRE 1998 - (parte di una lettera circolare che abbiamo ricevuto) - SIAMO alla fine del gioco, alla bancarotta della politica occidentale verso l'Iraq, all'ultimo lancio dei dadi. Abbiamo lanciato 200 missili contro l'Iraq e cosa ci aspettiamo? Forse emergerà da questo mucchio un Saddam afflitto e ci dirà quanto è dispiaciuto? Ci dirà forse quanto desidera che quei graziosi ispettori ONU ritornino a Baghdad a scoprire le sue "armi di distruzione di massa"? E' questo che pensiamo? Questo forse riguardava il bombardamento anglo-americano? E se fosse così, cosa succederà dopo? Cosa succederà quando finiranno gli attacchi missilistici - poco prima del Ramadan perché, naturalmente, siamo così sensibili ai sentimenti religiosi iracheni - e Saddam Hussein ci dirà che gli ispettori ONU non potranno più ritornare? Questa settimana due eserciti cristiani - quello americano e quello britannico - hanno mosso guerra ad una nazione musulmana, l'Iraq. Senza obiettivi, ma con una marea di banalità, hanno abbandonato il sistema di controllo delle armi dell'ONU, hanno chiuso la porta alle ispezioni degli eserciti, e hanno aperto la porta ad un'offensiva militare illimitata contro l'Iraq. E nessuno ha posto questa ovvia domanda: Cosa accadrà dopo?
21 Dic / 98
Questa preghiera è stata pronunciata veramente davanti ai legislatori dello stato del Kansas; dovremmo ammirare il pastore. Quando hanno chiesto al pastore Joe Wright di aprire la nuova sessione del Senato del Kansas, tutti si aspettavano di sentire le solite cose su una politica corretta. Ma invece hanno sentito una preghiera commovente, che richiamava appassionatamente il paese al pentimento e alla giustizia. La risposta è stata immediata e un certo numero di legislatori sono usciti fuori durante la preghiera. In sole sei settimane, la Chiesa Cristiana Centrale ha ricevuto più di 5000 chiamate telefoniche, e solo 47 con un commento negativo. Il commentatore Paul Harvey ha trasmesso la preghiera via radio e ha ricevuto più risposte a questo programma che a qualsiasi altro avesse mai trasmesso. La Chiesa Cristiana Centrale sta ricevendo ora richieste internazionali di questa preghiera dall'India, dall'Africa e dalla Corea. La preghiera del pastore Joe è stata riprodotta qui come un incoraggiamento ed una sfida per ognuno di noi.
"Padre celeste, veniamo oggi davanti a Te per chiederti perdono e per cercare la Tua guida e le Tue direttive. Sappiamo che la Tua Parola dice: 'Maledetto è chi chiama il male per bene', ma è esattamente ciò che abbiamo fatto. Abbiamo perso il nostro equilibrio spirituale e abbiamo invertito i nostri valori. Confessiamo che: Abbiamo ridicolizzato la verità assoluta della Tua Parola e l'abbiamo chiamata pluralismo. Abbiamo adorato altri dei e l'abbiamo chiamato multiculturalismo. Abbiamo permesso la perversione e l'abbiamo definito uno stile di vita alternativo. Abbiamo sfruttato il povero e l'abbiamo chiamato lotteria. Abbiamo dimenticato il bisognoso e l'abbiamo definito auto-preservazione. Abbiamo premiato la pigrizia e l'abbiamo definito benessere. Abbiamo ucciso i nostri figli mai nati e l'abbiamo definita una scelta. Abbiamo messo al rogo coloro che andavano contro l'aborto e l'abbiamo definito giustificabile. Abbiamo trascurato di disciplinare i nostri figli e l'abbiamo detto "costruzione di auto-stima". Abbiamo abusato del potere e l'abbiamo definito saggezza politica. Abbiamo desiderato le cose del nostro vicino e l'abbiamo definito ambizione. Abbiamo inquinato la nostra aria con profanità e pornografia e l'abbiamo definito libertà di espressione. Abbiamo ridicolizzato i valori di un tempo e l'abbiamo definito illuminismo. Investigaci, o Dio, e conosci i nostri cuori oggi. Purificaci da ogni peccato e rendici liberi. Guida e benedici questi uomini e queste donne che rappresentano questo stato. Concedi loro la saggezza di governare, e possano le loro decisioni dirigerci verso il centro della Tua volontà. Te lo chiedo nel nome del Tuo Figlio, il Salvatore Vivente, Gesù Cristo. Amen".
16 Dic / 98
La decisione del Papa di far rivivere l'abberrante pratica delle "indulgenze" ha scatenato un po' di controversia anche nella Chiesa Cattolica. Sembra che molti cattolici siano imbarazzati di ritornare al Periodo Oscuro. Stiamo ritornando su questo argomento perché è uno degli inganni peggiori mai inventati. Attraverso le indulgenze si suppone si possa ottenere il perdono dei peccati dei cattolici romani, sia di quelli che sono vivi che di quelli che sono in Purgatorio: "Con le indulgenze il fedele può ottenere la remissione della punizione temporale derivante dal peccato sia per se stesso che per le anime in purgatorio" (Pag. 374, n. 1498) Questa è la definizione di "indulgenza" data dal catechismo cattolico:
"Un'indulgenza è la remissione davanti a Dio della punizione temporale derivante dai peccati, la cui colpa è stata già perdonata; il fedele cristiano veramente disposto può ottenerla grazie ad alcune condizioni prescritte per mezzo dell'azione della Chiesa che, in qualità di ministro di redenzione, dispensa ed applica con autorità i tesori delle soddisfazioni di Cristo e dei santi" (Pag. 370 n. 1471). Includo una e-mail commentoria che ho ricevuto questa settimana: CATEGORIE DI PECCATO? "Per comprendere questa dottrina (delle indulgenze) e la pratica della chiesa cattolica, è necessario capire che il peccato ha una doppia conseguenza" (Pag. 370 n. 1472). "Il salario del peccato è la morte.." (Romani 6:23). "Quando la concupiscenza ha concepito, partorisce il peccato e il peccato, quando è consumato, genera la morte" (Giacomo 1:15). Il risultato finale del peccato è sempre la morte, non importa quanto minore pensiamo sia un determinato peccato. I cattolici cercano di pagare il peccato con le indulgenze, ma Cristo ha già pagato per ogni peccato: "Infatti vi ho prima di tutto trasmesso ciò che anch'io ho ricevuto, e cioè che Cristo è morto per i nostri peccati secondo le Scritture" (1 Corinzi 15:3). E' vero che Dio vuole che i Suoi figli facciano opere buone, ma queste opere non sono un requisito per la salvezza, bensì il risultato di essa. Paolo insegna: "Voi infatti siete stati salvati per grazia, mediante la fede, e ciò non viene da voi, è il dono di Dio.. Noi infatti siamo opera sua, creati in Cristo Gesù per le buone opere che Dio ha precedentemente preparato, perché le compiamo" (Efesini 2:8,10). Una volta che si è salvati per grazia, seguono le buone opere. Ma le buone opere non sono mai considerate un requisito per la salvezza, né sono il requisito per il perdono dei peccati dopo la salvezza. Il Nuovo Testamento trabocca di esempi di Gesù che perdona i peccati, ma Egli non ha mai chiesto buone opere come condizione di perdono. I VIVI POSSONO AIUTARE I MORTI? Il cattolicesimo sostiene che le indulgenze aiutano coloro che sono già morti: "Dato che i fedeli dipartiti ed ora purificati sono anche membri della stessa comunione di santi, un modo per aiutarli è ottenere indulgenze per loro, affinché sia rimessa la punizione temporale dei loro peccati" (Pagg. 371-372, n. 1479). Questo è un altro peso delle tradizioni fatte dagli uomini. Non troverete mai un insegnamento simile nella Parola di Dio. Come abbiamo detto prima, il tempo per ottenere la remissione dei propri peccati è mentre si è vivi. In questa dottrina, vengono a galla altri tre temi ricorrenti:
CONCLUSIONE Questo sistema di buone opere viene da Dio? Leggi cosa dice Dio nella Sua Santa Parola a questo proposito, e poi decidi tu stesso: "Egli ci ha salvati non per mezzo di opere giuste che noi avessimo fatto, ma secondo la sua misericordia…" (Tito 3:5).
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