ECUMENISMO

 

Fedi si incontrano nel giorno in cui si celebra la Pentecoste e il compleanno di Buddha
Hong Kong (ENI). 19 maggio 2005

Durante il meeting celebratosi nel giorno della celebrazione della Pentecoste che coincide con il giorno della nascita di Buddha avvenuta 2549 anni fa degli studenti cristiani di Hong Kong hanno voluto sottolineare l'importanza del dialogo interreligioso tra cristiani e buddisti. "Dio ci chiama ad avere un dialogo coi nostri simili di fedi diverse poiché Dio è un Dio di dialogo", ha detto il reverendo John Lemond, direttore del Tao Fong Shan Christian Centre. "L'Incarnazione è la manifestazione del desiderio di Dio di vederci dialoganti gli uni con gli altri."


FATIMA DIVERRÀ UN LUOGO SANTO INTERCONFESSIONALE
1 novembre 2003

Delegati del Vaticano e delle Nazioni Uniti hanno ispirato il congresso annuale interconfessionale intitolato "Il futuro di Dio", svoltosi in ottobre a Fátima, la quale è stata presentata come il luogo santo dove tutte le religioni del mondo si incontreranno per rendere omaggio ai loro vari dèi.

Il Congresso si è tenuto nel Centro Pastorale Paolo VI ed è stato presieduto dal Cardinale Patriarca di Lisbona, José de Cruz Policarpo. Il rettore del luogo santo, Monsignor Luciano Guerra, ha detto che il Congresso "cambierà Fátima in meglio." Rivolgendosi ai rappresentanti induisti, mussulmani, ebrei, ortodossi, buddisti e pagani africani, egli ha dichiarato: "Il futuro di Fátima, o l'adorazione di Dio e della Sua madre in questo "Luogo Sacro," deve passare attraverso la creazione di un tempio nel quale le diverse religioni possano stare assieme.

In Portogallo e nella Chiesa Cattolica il dialogo interreligioso è ancora in una fase embrionale, ma il luogo di culto di Fatima non è indifferente a ciò ed è aperto all'idea di divenire un luogo di adorazione universale. Il rappresentante induista, Ansshok Ansraj, ha descritto come già nell'Estremo Oriente milioni di induisti abbiano riscontrato "vibrazioni positive" dalla visita dei luoghi mariani senza che però la propria fede sia stata danneggiata. Monsignor Guerra ha anche sottolineato che Fátima è il nome della figlia di Maometto, a dimostrazione che questo luogo deve essere aperta alla coesistenza delle varie fedi e dei vari credo. Il Monsignore ha inoltre aggiunto: "Questo particolare ci fa credere che sia nella volontà della Vergine Maria di seguire questa via". I cattolici tradizionalisti oppostisi al Congresso sono stati descritti dal Monsignore come "antiquati, menti ristrette, estremisti fanatici e provocatori."

Per la prima volta negli ottantasei anni di storia di Fátima, tutti i delegati pagani e cristiani sono stati invitati a partecipare alle celebrazioni ecumeniche. Uno dei principali oratori, il teologo gesuita Padre Jacques Dupuis, ha insistito sul fatto che le religioni del mondo devono essere unite. "La religione del futuro sarà una convergenza in un Cristo universale che soddisferà tutti", ha poi dichiarato. Il teologo belga ha peraltro spiegato che "le altre tradizioni religiose del mondo sono parte del piano di Dio per l'umanità e lo Spirito Santo sta operando ed è presente anche tra i buddisti, gli induisti e nelle altre confessioni cristiane e non cristiane".

In un crescendo emotivo ha voluto aggiungere: "L'universalità del regno di Dio lo permette e ciò non è altro che una forma diversificata della condivisione dello stesso mistero della salvezza. Alla fine la speranza è che un cristiano possa divenire un cristiano migliore e un'induista divenga un'induista migliore". Il Congresso ha voluto sottolineare tramite una dichiarazione ufficiale che non intende fare proselitismo all'interno delle altre religione: "Nessuna religione può offuscare le altre o rafforzarsi alfine di mettere in secondo piano le altre; pertanto il dialogo aperto è l'unico mezzo per costruire ponti e abbattere le mura di odio formatesi nei secoli. Quello che è necessario è che ogni religione sia sincera secondo la propria fede e che metta ogni religione sullo stesso piano, senza complessi di inferiorità o superiorità". Si è voluto enfatizzare il concetto che la pace tra le religioni si può ottenere ammettendo le diversità tra le varie fedi, concentrandosi però su ciò che unisce, piuttosto che su quello che divide. Il Tempio di Fatima sta per essere completamente ricostruito con una nuova basilica simile ad uno stadio eretta nelle vicinanze di quella costruita nel 1921.


Il Capo Anglicano avverte che il secolarismo sta soffocando la libertà di espressione religiosa
ENI - Vancouver, 14 gennaio 2002

Il Capo della Chiesa Anglicana del Canada, l'Arcivescovo Michael Peers, ha affermato che il secolarismo sta minacciando l'espressione di religione in Canada. Nel sermone per il nuovo anno tenutosi nella Christ Church Cathedral di Ottawa, l'Arcivescovo Peers ha spiegato come i membri del governo stiano cercando di eliminare tutte le cerimonie pubbliche che abbiano precisi riferimenti religiosi che possano offendere qualcuno. Egli ha anche posto l'attenzione sul culto nazionale tenutosi tre giorni dopo gli attacchi dell'11 settembre. Durante la cerimonia, svoltasi presso le sedi parlamentari e presieduta dal Primo Ministro Jean Chretien e da altri leader di governo, si è accuratamente evitato di fare qualsiasi riferimento religioso. Questa omissione ha suscitato molte critiche e ha indotto molti a chiedere di comparare questo tipo di culto con quelli che si tengono negli Stati Uniti e nel Regno Uniti, nei quali vi sono invece forti componenti religiose.

"Il Canada vuole gridare ai quattro venti il suo secolarismo, il suo pluralismo e la sua democrazia", ha detto l'Arcivescovo Peers, "e per far emergere il suo secolarismo vuole purgare da qualsiasi riferimento religioso tutti i discorsi pubblici".

Ha inoltre aggiunto che la nazione che va così orgogliosa della sua cultura pluralista non deve commettere l'errore di ignorare la fede, sulla quale si fondono molti aspetti della sua cultura.

"La cultura è qualcosa di più del semplice folklore, tanto più per gli uomini di fede", ha infine terminato Michael Peers.

"Il culto tenutosi dopo gli attacchi dell'11 settembre non deve essere considerato come un evento isolato", ha detto il senatore ricordando che vi fu un culto simile anche nel 1998 in ricordo dell'incidente aereo del volo 111 della Swissair avvenuto sulla costa del Peggy's Cove in Nuova Scozia.

"I cristiani presenti alla cerimonia ricevettero istruzioni di non leggere le Scritture, di non innalzare preghiere cristiane e di non menzionare il nome di Gesù".


Il presidente tedesco definisce "sempre più urgente" il dialogo tra religioni
ENI - 17 Ott., 2001

Ginevra (ENI). In visita a Ginevra al quartier generale del Consiglio Mondiale delle Chiese, il Presidente tedesco Johannes Rau ha detto che il dialogo tra le religioni del mondo è essenziale se si vuole che nel mondo vi sia la pace. "Senza pace tra le religioni del mondo, la pace nel mondo non è possibile", ha poi aggiunto il Presidente Rau citando il teologo svizzero di fede cattolica Hans Kung.


CERIMONIA MULTIRELIGIOSA PER L'INCORONAZIONE DEL PRINCIPE CARLO
Di Rachel Sylvester London Telegraph 4 Ottobre, 2000 -- (Testo riassunto)

Il Principe del Galles potrebbe essere incoronato re in un una cerimonia multireligiosa, così da controbattere alle accuse di "discriminazione religiosa" lanciate dal Governo.

Un'inchiesta commissionata da Jack Straw ha concluso che l'istituzione della Chiesa d'Inghilterra causa "svantaggi religiosi" per le altre fedi e denominazioni cristiane. La cerimonia d'incoronazione, presieduta dall'Arcivescovo di Canterbury, nella quale il re è chiamato a giurare di sostenere la fede protestante, viene considerata inappropriata nella Gran Bretagna multiculturale dei giorni nostri. Il ruolo del sovrano come Supremo Governatore della Chiesa d'Inghilterra e "Difensore della Fede" dovrebbe pertanto essere rivisto. Questo documento riguardante la discriminazione religiosa ha destabilizzato i rapporti tra la Chiesa d'Inghilterra e il Governo per la prima volta da quando i laburisti sono al potere.

La stessa Chiesa d'Inghilterra sta cercando il modo per essere più "inclusiva". E' stato riportato che l'Arcivescovo di Canterbury, George Carey, avrebbe detto in una riunione nella sua diocesi che prevede che un giorno la Chiesa verrà rimossa dal suo ruolo.

Il Professore Paul Weller in collaborazione con un team della Derby university ha concluso che la prossima incoronazione sarà al centro dell'attenzione a motivo della controversia con il Governo ed ha inoltre aggiunto che le incoronazioni sono eventi che hanno espresso storicamente la stretta relazione stabilita tra la religione e lo stato.

"La componente religiosa all'interno della società è cambiata significativamente, pertanto l'ultima incoronazione e la prossima metteranno in luce alcuni punti molto importanti e complessi, i quali dovrebbero essere presi in considerazione al più presto possibile".

Alcuni vescovi anglicani, incluso il Dr. David Hope (l'Arcivescovo di York) hanno già preso in considerazione l'idea di cambiare il cerimoniale di questa cerimonia cristiana esistente dal 973, cioè da quando Edgar fu incoronato a Bath dall'Arcivescovo Dunstan. A tal riguardo vi sono diverse proposte, tra cui quella di coinvolgere leader di altre religioni, cambiare le parole del giuramento e abbandonare il rito eucaristico. Il Principe del Galles ha chiarito di voler essere un "difensore di fede", anziché "difensore della fede", in modo da rappresentare tutte le religioni praticate nella Gran Bretagna.

I ricercatori hanno messo in evidenza che nella Carta dei Diritti Umani che avrà effetto in ottobre, esistono specifiche protezioni contro le discriminazioni religiose, tali da poter eventualmente ricorrere legalmente se non verranno presi provvedimenti a tal riguardo.


I LEADER DI NOVE DIVERSE FEDI RIUNITI INSIEME
Di Victoria Combe, Correspondente del London Telegraph 1/4/2000

I leader di nove fedi religiose si sono riuniti nel Palazzo di Westminster per fare un pubblico accordo "di buona collaborazione per il bene comune" nel Terzo Millennio. Questo evento senza precedenti, organizzato dal Primo Ministro, ha raccolto cristiani, mussulmani, induisti, buddisti, ebrei, sik, baha'is, zoroastriani nella Royal Gallery della Casa dei Lords. L'Arcivescovo di Canterbury, il Dottor George Carey, era spalla a spalla con il Rabbino capo Jonathan Sacks, con il segretario generale del Consiglio Mussulmano di Gran Bretagna, Iqbal Sacranie, oltre ai leader di altre fedi.

In un miscuglio variopinto di turbanti e copricapi vari, paramenti e vesti multicolore, i vari leader hanno recitato insieme: "A questo mondo ferito dalle guerre, dal razzismo, dall'ingiustizia e dalla povertà, offriamo unitamente un atto di impegno comune". Si sono impegnati di comune accordo a "costruire una società migliore, basata su valori e ideali condivisi" e a lavorare assieme "per collaborare ad avere oggi e nelle prossime generazioni un mondo migliore". Questo atto di condivisione, di riflessione e collaborazione si è svolto all'insegna della giustizia, della comunione, della compassione e del rispetto ed è stato scandito da eventi musicali, letture e preghiere. Tony Blair ha descritto questa occasione come "un progresso molto speciale" per la nazione che ha dimostrato come le religioni, le quali sono state spesso cause di divisioni, "possano invece passare sopra le divisioni". Il dottor Carey ha enfatizzato come la natura cristiana nonostante i suoi millenni di celebrazioni, "abbia riconosciuto l'importante contributo delle altre fedi". Egli ha aggiunto che "questo evento verrà considerato dalle future generazioni come un evento storico".


RELIGIOSI DEL MONDO SI INCONTRANO PER STIPULARE ACCORDI DI PACE
fonte "The Times of India"
25 novembre 1999

AMMAN: Oltre 600 leader politici e religiosi rappresentanti delle maggiori religioni mondiali e di alcune zone calde come il Kossovo, l'Indonesia e il Medio Oriente, si incontreranno questa settimana per formulare un accordo di intesa per il prossimo millennio.

"I leader religiosi, politici e civili cercheranno di creare una relazione dinamica tra religioni e fedi in modo da poter avere un vivere comune e pacifico nel prossimo millennio", è stato dichiarato dalla Conferenza Mondiale sulla Religione e sulla Pace.

La Conferenza Mondiale sulla Religione e sulla Pace che ha sede a New York fu fondata in Giappone nel 1970 e si svolge ogni cinque anni. La conferenza che si svolgerà questa settimana sarà la settima ha membri in oltre 100 nazioni che si occupano "di attività relative alla pace".

Oltre ai mussulmani, ai cristiani e agli ebrei, a questo incontro erano presenti anche rappresentanti del Confucianesimo, del Baha'is, del Buddismo, dell'Induismo, del Scintoismo, sik, taoisti e zoroastriani.

Le violenze in Indonesia, la guerra nel Kossovo la crisi arabo-israeliana che sta affliggendo da mezzo secolo il Medio Oriente sono alcuni tra i punti principali trattati dalla conferenza che sarà presieduta dal re giordano Abdullah II.

Si prevede anche la presenza di un gran numero di leader religiosi provenienti dalla martoriata regione balcanica, dalla Bosnia e dal Kossovo in qualità di rappresentanti delle 25 comunità religiose presenti nel sud-est europeo. (AFP)


DAI BUDDISTI AI BA'HAI, I LEADER RELIGIOSI SI SONO INCONTRATI AL VATICANO
25 ottobre 1999, Di Ellen Knickmeyer, Associated Press Vatican City (AP)

In risposta alla situazione della Cecenia, del Kosovo e di Timor Est, i rappresentanti di 20 religioni mondiali hanno accettato l'invito di partecipare al dialogo interreligioso sui problemi globali come i conflitti causati da questione religiose. Nel suo messaggio per la riunione d'apertura della conferenza, il Patriarca Ecumenico Bartolomeo I ha denunciato come la religione venga spesso sfruttata a fini politici. Egli ha voluto sottolineare l'importanza della cooperazione tra religioni per combattere l'estremismo che spesso porta alla violenza.

"Le uccisioni per motivo religioso ispirano nelle coscienze più sensibili un bisogno di confronto per trasformare la violenza brutale in un dialogo spirituale", ha dichiarato Bartolomeo, leader spirituale del mondo cristiano ortodosso. Il Papa Giovanni Paolo II partecipò già nel 1986 al concilio interreligioso tenutosi ad Assisi. Il raduno di quest'anno ha raccolto 200 rappresentanti di diverse fedi, dai buddisti ai ba'hai, dai zoroastriani agli indiani d'America, dai sikh ai protestanti. Il leader spirituale in esilio dei tibetani, il Dalai Lama, era pure presente a Roma per avere un ruolo pubblico indefinito nella cerimonia di chiusura.

Anche altre religioni dominanti come l'Islam, il Giudaismo e l'Induismo sono state rappresentate, seppure non dai loro esponenti più importanti. Questo meeting prevede anche un pellegrinaggio ad Assisi, mentre le conferenze si terranno al Vaticano. Dopo che nel 1986 il tema principale della conferenza fu la pace nel mondo, quest'anno si tratterà "l'ingresso nel Terzo Millennio". Con questo titolo si è posto l'accento sui 2000 anni dell'era cristiana. Arinze, un cardinale nigeriano, ha definito questi 2000 anni come una pietra miliare nella storia dell'umanità e quindi questa data deve invitarci a riflettere dando uno sguardo al passato e uno al futuro. L'intenzione della conferenza è quella di stabilire un dialogo interreligioso per trovare una soluzione ai problemi mondiali. Però il problema del rapporto tra le varie religioni è sempre violentemente presente, come nel caso del sanguinoso conflitto esistente tra la Russia Ortodossa e la Cecenia Mussulmana. Nel Kossovo il conflitto coinvolge i serbi ortodossi contro i mussulmani di etnia albanese. A Timor Est invece si combattono i mussulmani indonesiani contro i cattolici di Timor Est.

"Bastano pochi a fare la guerra, mentre per fare la pace ci vuole la collaborazione di tutti", ha detto Arinze. "Se si vuole la pace nel mondo è necessaria la collaborazione dei leader religiosi, anche se non professano la stessa religione". Al giorno di chiusura, è stata fatta dai delegati una serata di preghiera che si è svolta separatamente, seppure in fede essi erano uniti. Lo svolgimento separato della preghiera è stato necessario perché fare una preghiera in comune avrebbe creato "diverse difficoltà di carattere teologico", andando così contro lo scopo del Vaticano che è quello di creare una riconciliazione. Arinze ha aggiunto che "le preghiere dipendono da ciò che si crede e se non crediamo nelle stesse cose, di conseguenze non possiamo avere le stesse preghiere".

"Qualsiasi uso della religione per sostenere la violenza deve essere considerato un abuso della religione stessa", ha detto Giovanni Paolo nel suo messaggio finale alla variopinta folla che lo ascoltava. Vi erano infatti rappresentanti delle religioni asiatiche vestiti di rosso e d'arancione, preti cattolici vestiti di nero, donne mussulmane velate e africani ed indiani con gli abiti tradizionali delle loro regioni.

Oltre al messaggio di tolleranza, questo concilio è stato memorabile anche per alcune scene che si sono svolte all'interno di un luogo simbolo per la Cristianità; infatti si è visto un indiano d'America rivolgersi verso il tramonto per inviare benedizioni ai quattro angoli della terra e in mezzo ai marmi romani si vedevano mussulmani inginocchiarsi verso la Mecca. Il Rabbino Ron Kronish ha detto di aver incontrato un collega proveniente da una nazione confinante che quel giorno per la prima volta nella sua vita aveva incontrato un ebreo.

Giovanni Paolo ha chiamato al Vaticano i rappresentanti delle varie religioni affinché possano fare un ultimo tentativo per avere una collaborazione comune e risolvere così i problemi mondiali della gente. A questo concilio si sono opposti i tradizionalisti di diverse religioni, i quali non consideravano giusto che la propria fede venisse messa sullo stesso piano delle altre. Il primo concilio Vaticano interreligioso, svoltosi ad Assisi nel 1986, riguardò principalmente solo lo scisma cattolico avvenuto in questo secolo, quando i piu' duri fondamentalisti nella chiesa in Francia ebbero una rottura con il Vaticano. Da allora sono passati 13 anni e questo secondo meeting si è concentrato sulle differenze tra religioni e sull'escalation della violenza. Ventisei buddisti provenienti dall'occidente e dall'oriente hanno pure preso parte al concilio, ma, curiosamente, nessuno di loro proveniva dalla Cina. Il leader spirituale tibetano ora in esiliol, il Dalai Lama, si è aggiunto all'ultimo momento alla cerimonia andandosi a sedere vicino a Giovanni Paolo nella cerimonia di chiusura.


PASTORE ANGLICANO SPERA DI CREARE UN'ORGANIZZAZIONE DELLE "RELIGIONI UNITE"
24 giugno 1999

I leader dell'iniziativa per creare un corpo unico riguardo le religioni del mondo, parallelamente alle Nazioni Unite, hanno dichiarato che la loro campagna sta rivelandosi un successo.

William Swing, il pastore anglicano della chiesa episcopale in California e organizzatore dell'iniziativa delle "Religioni Unite", ha detto che negli ultimi 50 anni sono state escluse dai forum internazionali contro i conflitti tra le fedi. "Mentre le nazioni hanno discusso tra loro per ottenere il bene comune, negli ultimi 50 anni le religioni non si sono parlate tra loro e non si sono sedute per scoprire e confrontare la loro comune vocazione", ha egli detto durante una visita a Gerusalemme mentre si trovava accanto al Dalai Lama, in attesa di presenziare ad una conferenza interreligiosa.

"I problemi tra le religioni e all'interno delle stesse religioni sono i soliti di tutti i giorni e non saranno risolti fintanto che non si formerà una sorta di "Religioni Unite", parallelamente alle Nazioni Unite, così da poter effettuare delle negoziazioni. "Lo scopo è quello di riunire il corpo mondiale delle religioni entro il prossimo giugno." L'iniziativa ha ricevuto il consenso anche dal Dalai Lama, la cui visita a Gerusalemme di questo mese è stata sponsorizzata dal gruppo interreligioso del Pastore Swing.

"E' da molti anni che discuto col Dalai Lama di questa iniziativa ed egli si è sempre dimostrato molto collaborativo" ha detto il Pastore che ha poi aggiunto di aver discusso di questa proposta anche con gli uffici vaticani. "Se guardiamo l'Irlanda del Nord, lo Sri Lanka, il Sudan, il Medio Oriente, possiamo vedere come le religioni si stanno combattendo tra di loro. E certamente il peggio deve ancora accadere. Quale potrà essere il futuro considerando che vi sono gruppi estremisti religiosi a capo di cinque nazioni che hanno le mani su armi atomiche? La sola risposta è la fondazione di un'organizzazione di religioni mondiali con una chiara struttura e dei chiari principi condivisi da tutti i partecipanti." Ha comunque sottolineato che il modello dovrebbe essere diverso da quello burocratico delle Nazioni Unite. La struttura di base per questa organizzazione è già stata fondata dal fatto che vi sia un crescente interessamento ad avere gruppi interreligiosi.

"Nell'area delle 19 città nella Baia di San Francisco sono sorti spontaneamente dei gruppi interreligiosi, senza che nessuno li avesse organizzati". Il Pastore Swing sostiene che questa tendenza sia il risultato della crescente interazione tra diversi gruppi e al crescente numero di matrimoni interraziali e interreligiosi. Ciò è dovuto al processo di integrazione globale. "Il mondo sta cambiando molto rapidamente e presto vedremo ovunque le religioni convivere assieme". Il prossimo anno il Pastore Swing presenzierà ad un forum ad Atlanta presieduto dall'ex Presidente statunitense Jimmy Carter, il quale ha espresso interesse nel progetto.

"Noi vogliamo costituire un gruppo di persone di varie religioni, che abbiano rispetto reciproco, e poi vedremo cosa può succedere", ha concluso Swindg. A Chicago, um membro del Concilio per un Parlamento delle Religioni Mondiali,, Travis Rejman, ha espresso la sua personale ammirazione per le idee di Swing. Pur sottolineando che non parlava a nome della sua organizzazione, Rejman ha detto che tutte le iniziative per promuovere l'armonia interreligiosa sono benvenute.


GIOVANNI PAOLO INVITA A RAFFORZARE IL DIALOGO CON I MUSSULMANI IN EUROPA
Varsavia (Ecumenical News Intl), 23 febbraio 1999

Il Papa Giovanni Paolo II ha programmato di fissare il primo meeting con i leader mussulmani dell'Europa dell'Est nella sua prossima visita in Polonia che si terrà a giugno dell'anno prossimo. Secondo il Pastore Wladyslaw Miziolek, membro del concilio ecumenico della Chiesa Cattolica in Polonia, questi incontri hanno lo scopo di incoraggiare i Cristiani e i Mussulmani a ricercare le "proprie comuni radici spirituali" alfine di rafforzare i rapporti interreligiosi in Europa.


I LUTERANI APPROVANO LA FINE DELLA DISPUTA DI 400 ANNI CON IL VATICANO
Weekend News Today Source: Nando Times 16 Giugno, 1998

Il corpo rappresentanti 1 61 milioni di Luterani nel mondo ha approvato duna dichiarazione congiunta con la quale si intende far cessare le dispute dottrinali con il Vaticano che durano da 400 anni, cioè dai tempi della Riforma. Responsabili luterani hanno detto che il testo di 19 pagine che intende ricucire lo strappo tra Protestanti e Cattolici Romani è già in fase di studio anche dai teologi vaticani.

In una dichiarazione ufficiale, la Federazione ha reso noto che il Concilio composto da 48 membri ha approvato all'unanimità la "Dichiarazione Congiunta sulla Dottrina della Giustificazione" dopo aver interrogato i propri 123 membri di chiesa in 69 nazioni. La Dichiarazione Congiunta" fa cessare la condanna durata da quattrocento anni riguardante la principale disputa dottrinale della Riforma, cioè la salvezza come dono di Dio per grazia e non qualcosa che si possa guadagnare attraverso le buone opere. Questa dichiarazione asserisce che "sebbene vi siano ancora alcune differenze sul tema della giustificazione, esse non sono comunque così grandi da legittimare la condanna".


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