|
Cristiano?
Ebreo?
Gentile?
Io Credo. Tu Credi?
Scopo
Ma perchè..?
Stato della Chiesa
Sorpresa
Futuro Prossimo
Culti e Sette
Parole Chiave
Orient Express
X files
Giorni Strani
Hi-Tech
Segni della Fine
New Age
Brave New World
La Chiesa Cattolica
Sei salvato?
Rock Cristiano?
Mappe e Foto
Informazioni
|
L'UOMO SENZA OMBRA
Di Norbert Lieth
traduzione di Alessandro Valli
Destino e programma del prossimo futuro. – Nella storia di Abimelec troviamo
paralleli sorprendenti con il nostro tempo. Nella sua persona e negli
eventi dell'epoca, con e intorno a Israele, ci viene raffigurata un'immagine
degli eventi anticristiani futuri. Abimelec è l'uomo senza ombra !
Iotam, essendo stato informato della cosa, salì sulla vetta
del monte Garizim e, alzando la voce, gridò: «Ascoltatemi, Sichemiti,
e vi ascolti Dio! Un giorno, gli alberi si misero in cammino per ungere
un re che regnasse su di loro; e dissero all'ulivo: "Regna tu su di noi".
Ma l'ulivo rispose loro: "E io dovrei rinunziare al mio olio che Dio e
gli uomini onorano in me, per andare ad agitarmi al di sopra degli alberi?"
Allora gli alberi dissero al fico: "Vieni tu a regnare su di noi". Ma
il fico rispose loro: "E io dovrei rinunziare alla mia dolcezza e al mio
frutto squisito, per andare ad agitarmi al di sopra degli alberi?" Poi
gli alberi dissero alla vite: "Vieni tu a regnare su di noi". Ma la vite
rispose loro: "E io dovrei rinunziare al mio vino che rallegra Dio e gli
uomini, per andare ad agitarmi al di sopra degli alberi?" Allora tutti
gli alberi dissero al pruno: "Vieni tu a regnare su di noi". Il pruno
rispose agli alberi: "Se è proprio in buona fede che volete ungermi re
per regnare su di voi, venite a rifugiarvi sotto la mia ombra; se no,
esca un fuoco dal pruno, e divori i cedri del Libano!"
(Gc. 9,7-15).
Una frase spesso ripetuta nel libro dei Giudici è: “In quel tempo non
vi era un re in Israele” (Gc. 17,6; cfr. Anche cap. 18,1; 19,1; 21,25).
Due volte leggiamo: “Ognuno faceva quello che gli pareva meglio” (Gc.
17,6; 21,25).
Questi semplici commenti ci rivelano già degli elementi profetici sugli
ultimi duemila anni, fino al tempo presente del popolo ebraico. Israele
viveva e vive anche oggi ancora senza Messia. In nessun altro posto, le
conseguenze di questo comportamento (“Ognuno faceva quello che gli pareva
meglio”) sono tanto chiare quanto in questa nazione, che non ha un punto
di riferimento e nella quale ognuno sembra fare la sua politica, sia essa
ortodossa, liberale, colonialista, di sinistra o di destra. Un proverbio
dice: “Due ebrei = tre opinioni”.
Osea, nell'VIII secolo a.C. diceva del futuro di Israele: “I figli d'Israele
infatti staranno per parecchio tempo senza re, senza capo, senza sacrificio
e senza statua, senza efod e senza idoli domestici. Poi i figli d'Israele
torneranno a cercare il SIGNORE, loro Dio, e Davide, loro re, e ricorreranno
tremanti al SIGNORE e alla sua bontà, negli ultimi giorni.” (Os. 3,4-5).
Questa profezia si è adempiuta nella storia d'Israele in modo evidente.
Dopo il tempo di Gesù, il tempio fu distrutto, gli israeliti non avevano
più un servizio di sacrificio, erano senza unità politica, senza re o
principi. Questa situazione durerà finché il Signore non ritorni alla
“fine dei giorni”, per portare loro la Sua salvezza. Il libro dei Giudici
è caratteristico dell'epoca di Israele senza Messia. La storia di Abimelec
illustra un esempio profetico della situazione di Israele “negli ultimi
giorni”, e troviamo paralleli sorprendenti per la nostra epoca.
Come Abimelec giunse al potere
Abimelec era l'unico giudice biblico che si elesse re da solo. Egli
era comunque stato eletto dal popolo, ma non chiamato né insediato o confermato
da Dio.
1. Abimelec era figlio di una concubina di Gedeone (Gc. 8,31)
Il suo dominio tirannico cominciò là dove finiva la storia di Gedone e
Israele cominciò ad abbandonare il suo Dio: “Dopo la morte di Gedeone,
i figli d'Israele ricominciarono a prostituirsi agl'idoli di Baal e presero
Baal-Berit come loro dio. I figli d'Israele non si ricordarono del SIGNORE,
del loro Dio, che li aveva liberati dalle mani di tutti i nemici che li
circondavano; e non dimostrarono nessuna gratitudine alla casa di Ierubbaal,
ossia di Gedeone, per tutto il bene che egli aveva fatto a Israele.”
Israele, negli anni passati a partire dalla fondazione dello stato,
il 14 maggio 1948, ha sperimentato continuamente l'intervento di Dio a
suo favore. Nelle cinque guerre per l'esistenza, l'Eterno ha combattuto
per il Suo popolo e ha sempre allontanato la mano dei suoi numerosi nemici.
Alcuni uomini di governo israeliani erano in un certo senso dei credenti
veterotestamentari. Le promesse bibliche relative alla nazione caratterizzavano
la loro politica. Per esempio, Ben Gurion, all'atto della fondazione dello
stato aveva detto : « Quando viene l'ora di Dio, nessuno può fermarla. »
Anche Menachem Begin la pensava allo stesso modo. Isaak Shamir sembra
abbia detto alla presenza di un gruppo di turisti cristiani : « Ci troviamo
ancora nell'ombra, ma un giorno si adempirà Romani 9, 10 e 11 e Israele
si rafforzerà con il suo Messia. »
Tuttavia, dall'epoca del Presidente dei Ministri Isaak Rabin Israele
sembra allontanarsi sempre più da queste vedute e abbandonare i fondamenti
della Bibbia nel suo agire politico. Rabin aveva già detto : « La Bibbia
non è il nostro libro di riferimento. » Dall'inizio delle trattative di
pace con Rabin, nessun Presidente dei Ministri d'Israele è durato più
di una legislatura (né Rabin e Peres né Netanjahu e Barak). Chi decide
oggi la politica in Israele ? « Baal-Berit » (cfr. Gd. 8,33) ! Gli israeliti
si allontanano dalla Bibbia e si volgono a « Baal-Berit », facendone il
loro Dio. Baal-Berit significa « Signore del patto » o « il potente del
patto ».
Non è significativo degli ultimi anni di politica israeliana in cui
si è cercato massicciamente di fare un patto con il loro « Dio » ? I governanti
di Israele si poggiano sul potere dei patti che però falliscono continuamente.
Pensiamo ad esempio al patto di Gaza-Gerico, al patto di Oslo, ai tanti
vertici con sempre nuovi « patti di pace ». Anche fra Israele e l'UE dal
giugno del 2000 esiste una specie di patto bilaterale. Quando Israele
allora si allontanò da Dio, dimenticando l'aiuto divino ricevuto tramite
Gedeone e volgendosi al « dio » del patto (Baal-Berit), Abimelec ebbe
la strada preparata per giungere al potere. Questo evento ci mostra dove
ci troviamo oggi.
La situazione aattuale in Israele, cioè il potere ottenuto tramite i
patti, senza chiedere al vero Dio, preparerà la via all'Anticristo. Infatti,
lui arriverà al potere proprio tramite un patto:
- In Daniele 9,27 si parla di un patto settennale: « L'invasore stabilirà
un patto con molti, per una settimana (=ovvero 7 anni). »
- Il profeta Isaia parla di un patto con lo Sceol: « Voi dite : Noi
abbiamo fatto alleanza con la morte, abbiamo fatto un patto con il soggiorno
dei morti » (Is. 28,15).
- Nella prima epistola ai Tessalonicesi leggiamo di un patto di sicurezza
e di pace : « Quando diranno : Pace e sicurezza, allora una rovina improvvisa
verrà loro addosso, come le doglie alla donna incinta … » (I Tess. 5,3).
Israele parlerà così quando avrà concluso un patto di protezione settennale
con la potenza occidentale, ovvero con il suo capo, un patto che sarà
però infranto dopo tre anni e mezzo. In tal modo, Israele vivrà la più
grande catastrofe della sua storia, la comparsa di un moderno Abimelec.
2. Quattro ulteriori ragioni.
In Giudici 9,1-4 apprendiamo nuove cause che portarono alla presa del
potere da parte di Abimelec. Illustrerò qui quattro punti fondamentali:
- Abimelec si offre come re: « Abimelec, figlio di Ierubbaal, andò a
Sichem dai fratelli di sua madre e parlò a loro e a tutta la famiglia
del padre di sua madre, e disse: Vi prego, dite ai Sichemiti, in modo
che tutti odano: Che cos'è meglio per voi, che settanta uomini, tutti
figli di Ierubbaal, regnino su di voi, oppure che regni su di voi uno
solo? » (Gc. 9,1-2). Quest'uomo compare dal nulla con le sue argomentazioni
equilibrate e logiche.
- La motivazione più importante di Abimelec si basa sulla sua discendenza :
« Ricordatevi ancora che io sono vostre ossa e vostra carne » (Gc. 9 ,2).
Pertanto, l'Anticristo, secondo Daniele 11,36-37 sarà probabilmente
di origine ebraica e dirà al suo popolo : « Sono ebreo come voi. » In
Apocalisse 13,11, la « terra » da cui sorge la seconda bestia (Anticristo
religioso), sta per Israele. In opposizione a essa c'è il « mare » da
cui deriva la prima bestia (Anticristo politico, cfr. Ap. 13,1), un'immagine
delle nazioni. Analogamente, in Zaccaria 11,16, il pastore malvagio
(Anticristo religioso) viene suscitato « nel paese ».
- Abimelec viene eletto « democratitcamente » : I fratelli di sua madre
parlarono di lui, ripetendo a tutti i Sichemiti tutte quelle parole;
e il cuore loro si inclinò a favore di Abimelec, perché dissero: È nostro
fratello. Poi tutti i Sichemiti e tutta la casa di Millo si radunarono
e andarono a proclamare re Abimelec, presso la quercia del monumento
che si trova a Sichem.” (Gc. 9,3.6). Egli non si presentò come dittatore,
non giunse al potere con un colpo di stato, ma ottenne il favore dei
suoi conterranei.
- Abimelec nel contempo fa un patto con Baal-Berit, il “signore dei
patti”: “Gli diedero settanta sicli, che tolsero dal tempio di Baal-Berit,
con i quali Abimelec assoldò gli avventurieri audaci che lo seguirono”
(Gc. 9,4). Tramite questo “Dio” e il denaro ottenuto dal suo tempio,
egli giunse al potere. L 'Anticristo ebreo sarà membro di un patto fra
Israele e il futuro capo di governo occidentale (Roma). Quando l'Anticristo
arriverà con una proposta logica e prometterà di prendere sotto controllo
la difficile situazione fra Israele e i palestinesi, si acconsentirà
con gioia alle sue proposte e si stringerà un patto con lui. Sarà però
un patto con un dio straniero (il diavolo). Leggiamo quindi in Daniele
11,39: “Egli agirà contro le fortezze ben munite, aiutato da un dio
straniero. Colmerà di onori quelli che lo riconosceranno (assoldando
“avventurieri audaci”, (Gc. 9,4), li farà dominare su molti e spartirà
fra loro delle terre come ricompensa.” Quando entrerà in scena il capo
dell'occidente? Non lo sappiamo, ma ci sono già dei segnali in tal senso.
Una famiglia credente rumena ci ha raccontato che in un documentario
sui frammassoni trasmesso in televisione veniva intervistato uno dei
massoni più importanti, chiamato Iancu. Si parlava anche della probabile
riunione delle logge scozzesi e francesi. Alla fine della trasmissione,
Iancu ha dichiarato: “Dobbiamo affrettarci perché non sappiamo se abbiamo
ancora tempo sufficiente, visto che il gran re Pontifex è già alle porte.”
Questa famiglia non ha capito a cosa si riferisse Iancu con tale affermazione,
ma certamente è una cosa che dà da pensare.
3. Abimelec si presenta a Israele come Messia
Poiché gli uomini si attendevano da Abimelec, come loro “Messia), ma non
da Dio, delle benedizioni, egli giunse al potere. Di ciò parla la seguente
parabola: Un giorno, gli alberi si misero in cammino per ungere un re
che regnasse su di loro; e dissero all'ulivo: "Regna tu su di noi". Ma
l'ulivo rispose loro: "E io dovrei rinunziare al mio olio che Dio e gli
uomini onorano in me, per andare ad agitarmi al di sopra degli alberi?"
Allora gli alberi dissero al fico: "Vieni tu a regnare su di noi". Ma
il fico rispose loro: "E io dovrei rinunziare alla mia dolcezza e al mio
frutto squisito, per andare ad agitarmi al di sopra degli alberi?" Poi
gli alberi dissero alla vite: "Vieni tu a regnare su di noi". Ma la vite
rispose loro: "E io dovrei rinunziare al mio vino che rallegra Dio e gli
uomini, per andare ad agitarmi al di sopra degli alberi?" Allora tutti
gli alberi dissero al pruno: "Vieni tu a regnare su di noi". Il pruno
rispose agli alberi: "Se è proprio in buona fede che volete ungermi re
per regnare su di voi, venite a rifugiarvi sotto la mia ombra!” (Gc. 9,8-15).I
primi tre alberi non volevano diventare re perché altrimenti avrebbero
perso determinati vantaggi. Quando gli uomini d'Israele volevano fare
re Gedeone, egli disse loro : « Io non regnerò su di voi, né mio figlio
regnerà si di voi ; il SIGNORE è colui che regnerà su di voi » (Gc. 8,23).
- L'albero di olivo è il simbolo messianico. Con il suo olio venivano
unti re e sacerdoti ed era inoltre foriero di guarigione e di salute.
L'albero di olivo è un'immagine delle benedizioni del Messia ma non
del Messia stesso. Gesù è l'unto e la salvezza di Israele. Oggi in Israele
si cerca salvezza ma non presso il Messia.
- I frutti dell'albero di fico in Israele erano parte importante dell'alimentazione.
Esso rappresenta Gerusalemme e il tempio, il centro ovvero il cuore
di Israele, la « città del gran Re » (Mt. 5,35). Ricordiamo della similitudine
di Gesù, in cui Egli parlava di un albero di fico piantato nel mezzo
di una vigna (Lc. 13,6ff.). Oggi si vuole ricostruire un tempio a Gerusalemme,
che dev'essere la capitale indivisibile di Israele, ma non si cerca
il Messia che costituisce la gloria del tempio. Si vuole avere ciò che
solo Lui offre, senza cercare Colui che lo offre.
- La vite indica direttamente Gesù, che di Sé stesso diceva di essere
la vera vite (Gv. 15,1). Nei sacrifici della mattina e della sera veniva
offerto del vino (Es. 29,40-41), e durante la festa di Pasqua si beveva
del vino. Il Nuovo Testamento si fonda sul sangue di Gesù Cristo, che
Egli ha associato al vino della Pasqua. Si vuole la salvezza e anche
qualcosa di nuovo, ma senza il Nuovo Patto che è fondato in Gesù (Lc.
22,20). Chi cerca la salvezza senza chiedere del Salvatore rimarrà deluso.
I tre alberi sembra vogliono dire : « Non vogliamo diventare ii vostri
re perché noi rappresentiamo benedizioni del vero Dio ma non del re.
Il vostro Messia vuole essere il vostro re. Noi siamo solo ombre delle
Sue benedizioni. » Così è anche oggi : l'umanità vuole che vada tutto
bene. Il singolo vuol essere felice e sano e vivere una vita senza complicazioni.
Cerca la vita eterna, vuole le benedizioni ma evita Gesù Cristo !
- Poiché gli israeliti allora non ricercavano Dio ma si discostavano
da Lui, alla fine si rivolsero al « pruno » : « Allora tutti gli alberi
dissero al pruno : Vieni tu a regnare su di noi. Il pruno rispose agli
alberi : Se è proprio in buona fede che volete ungermi re per regnare
su di voi, venite a rifugiarvi sotto la mia ombra ; se no, esca un fuoco
dal pruno, e divori i cedri del Libano ! » (Gc. 9,14-15). Questo pruno
spinoso, che testimonia aridità e secchezza e non porta frutto, è pronto
a diventare il loro re. Abimelec significa « mio padre è re ». Iotam,
l'unico dei fratelli di Abimelec che riuscì a fuggire, applicò questa
similitudine ad Abimelec. Iotam è come una voce dei centoquarantaquattromila
segnati con il sigillo (cfr. Ap. 7,4 e segg.) o dei due testimoni (Ap.
11,3 e segg.), che inciteranno insieme Israele nel periodo della tribolazione :
« Ascoltatemi, Sichemiti, e vi ascolti Dio ! » (Gc. 9,7). Come Iotam,
anche un resto di Israele riuscirà a sfuggire (cfr. Ap. 12,14).
Abimelec e i paralleli con l'Anticristo
Come mai in passato, il nostro mondo moderno si prepara all'era anticristiana
sul piano politico, economico e religioso, tramite radio, cinema, televisione,
giornali, riviste, libri di favole o giocattoli. Si incontra continuamente,
in modo davvero inquietante, il numero 666. Oggi è un numero innoquo ma
riconosciamo da esso dove va il nostro mondo e cosa già lo influenza.
Un esempio : alcune settimane fa, il quotidiano tedesco frankfurter Allgemeinen
Zeigung riportava la notizia di una nuova fase della storia spaziale. Per
la prima volta l'uomo occuperà in modo permanente una postazione nello spazio.
Tre astronauti, un americano e due russi, si sono insediati in questa stazione
internazionale per tenere occupata la prima stazione spaziale permanente.
Il capo dell'ente spaziale americano NASA, dopo la potenza del razzo, ha
dichiarato che esso riporta il numero di serie 666.
- È interessante, anzi molto significativo che il dominio del « pruno »
(Abimelec), abbia inizio con la frase : « Allora tutti gli alberi dissero :
Vieni tu a regnare su di noi. » (Gc. 9,14). Il Signore Gesù ha detto
una volta in similitudine sugli ultimi tempi : ”Guardate il fico e tutti
gli alberi; quando cominciano a germogliare, voi, guardando, riconoscete
da voi stessi che l'estate è ormai vicina. Così anche voi, quando vedrete
accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino.” (Lc. 21,29-31).
Il “fico” sta per Israele, con “tutti gli alberi” si intendono le altre
nazioni. Alla “fine dei giorni” tutti gli alberi, secondo la mia comprensione
cioè tutti i popoli del mondo occidentale, conferiranno il loro potere
all'Anticristo politico e lo inviteranno a diventare loro re: “Essi
hanno uno stesso pensiero e daranno la loro potenza e la loro autorità
alla bestia” (Ap. 17,13). Il prof. dott. Norbert Walter, economo capo
della Deutsche Bank e attivo a livello internazionale (in cinquanta
nazioni) e nei più disparati ambienti politici ed economici, ha dichiarato
in una conferenza : « La globalizzazione economica necessita obbligatoriamente
di un governo mondiale. La globalizzazione ha oggi sviluppato una dinamica
propria che non può più essere fermata e crea problemi nuovi e irrisolti,
risolvibili solo tramite un governo mondiale e globale. » Questi problemi
spingeranno « tutti gli alberi » a scegliere un uomo forte al quale
si sottometteranno : « Allora tutti gli alberi dissero al pruno : Vieni
tu a regnare su di noi ! »
- Abimelec, il « pruno », va al governo tramite una bugia. Chiama gli
uomini sotto la sua ombra (protezione) : « Il pruno rispose agli alberi :
Se è proprio in buona fede che volete ungermi re per regnare su di voi,
venite a rifugiarvi sotto la mia ombra » (Gc. 9,15). Si tratta di una
menzogna perché l'ombra di un pruno è scarsa o inesistente. Abimelec
è l'uomo senza ombra, un'immagine dell'Anticristo, presso il quale non
sarà altresì possibile trovare ombra. Egli rappresenta pertanto tutto
il contrario di Dio, del Quale è scritto : « Chi abita al riparo dell'Altissimo
riposa all'ombra dell'Onnipotente » (Sl. 91,1). Oppure : « O Dio, com'è
preziosa la tua benevolenza ! Perciò i figli degli uomini cercano rifugio
all'ombra delle tue ali ! » (Sl. 36,8). E il Signore Gesù ha detto :
« Gerusalemme, Gerusalemme … Quante volte ho voluto raccogliere i tuoi
figli, come la chioccia raccoglie i suoi pulcini sotto le ali ; e voi
non avete voluto ! » (Mt. 23,37). « Io sono venuto nel nome del Padre
moi, e voi non mi ricevete ; se un altro verrà nel suo proprio nome,
quello lo riceverete » (Gv. 5,43). L'ombra è anche un'immagine di protezione
e sicurezza in Dio. Nel salmo 2,12 sta scritto : « Beati tutti quelli
che confidano in lui. » Là dove si abbandona il vero Dio, qualcun altro
offre la sua ombra. L'Anticristo offrirà protezione e sicurezza, ma
darà invece il contrario. Presto Israele e tutto il mondo grideranno :
« Guai a noi, perché il giorno declina, e le ombre della sera si allungano »
(Ger. 6,4). Sotto quale ombra vive Lei ? In questo mondo ci sono così
tante offerte a cui gli uomini si rivolgono, credendo di poter stare
bene e ricevere aiuto. Dopo un po' di tempo però ci si accorge che si
ottiene tutto il contrario e si perde la vita che si cercava. Perciò :
venga a Gesù Cristo, all'ombra della Sua croce ! Solo presso di Lui
si trova autentica vita eterna !
- Invece di donare fresca ombra, Abimelec porta fuoco dal cielo : « Il
pruno risponde agli alberi : … se no, esca un fuoco dal pruno, e divori
i cedri del Libano ! » (Gc. 9,15). In Apocalisse 13,13 leggiamo dell'Anticristo,
l' «altra bestia » : « E operava grandi prodigi sino a far scendere
fuoco dal cielo sulla terra in presenza degli uomini. » Elia poté far
scendere fuoco dal cielo (II Re 1,10), e il Signor Gesù a Pentecoste
fece scendere lo Spirito Santo che è comparso sotto forma di fiammelle
(Atti 2,3). L'Anticristo cercherà di imitare questi segni ma si presenterà
come profeta e messia, cosa che in realtà non è. Il Signor Gesù aveva
già avvertito della comparsa di falsi messia e falsi profeti (Mt. 24,5.11.24).
Hanno cercato ombre rinfrescanti ma hanno trovato il calore del fuoco.
Israele uscirà dalla protezione dell'ombra divina e finirà nell'influenza
dell'uomo senza ombra !
- Il „pruno“ di Abimelec rappresenta un parallelo anticristiano al pruno
di Dio. In Esodo 3,2 leggiamo: „L'angelo del SIGNORE gli apparve in
una fiamma di fuoco, in mezzo a un pruno. Mosè guardò, ed ecco il pruno
era tutto in fiamme, ma non si consumava.“ Dio ha rivelato in quel luogo
a Mosè la redenzione per Israele. Nella storia del pruno Egli, e più
tardi Gesù, ricollega le tre personalità di Abraamo, Isacco e Giacobbe.
Egli è l'Iddio dei viventi. In tal modo rende chiaro che il suo patto
con i padri d'Israele ha una durata eterna e non scadrà mai (Es. 3,6;
Lc. 20,37-38). Abimelec fa tutto il contrario: si presenta simile a
Dio nel pruno. Così diventa un'immagine dell'Anticristo, che sedurrà
e affliggerà Israele. La menzogna peggiore è quella che si avvicina
di più alla verità! Il fuoco di Dio non consumava il pruno. Il fuoco
del pruno di Abimelec invece era consumante e bruciò gli abitanti di
Sichem.
- Abimelec viene proclamato re presso una quercia del monumento (in
altre traduzioni si parla di „terebinto“): „Poi tutti i sichemiti e
tutta la casa di Millo si radunarono e andarono a proclamare re Abimelec,
presso la quercia del monumento che si trova a Sichem“ (Gc. 9,6). Questa
quercia del monumento è uno specchio della croce del Golgota, l'albero
della vita. Per la Babilonia anticristiana degli ultimi tempi, il re
Nebucadnetsar era già un'immagine profetica. Daniele gli disse allora:
„L'albero che il re ha visto e che era diventato alto e robusto al punto
che la sua altezza giungeva al cielo ed era visibile dalle estremità
della terra; l'albero dal fogliame bello, dal frutto abbondante in grado
di nutrire tutti, sotto il quale si riparavano le bestie dei campi e
tra i cui rami abitavano gli uccelli del cielo, sei tu, o re!“ (Dan.
4,20-22). I parallelismi al riguardo si trovano nell'ultimo libro della
Bibbia in cui vediamo che quest'“albero“ simboleggia l'ultima Babilonia
anticristiana: „Egli gridò con voce potente: È caduta, è caduta Babilonia
la grande! È diventata ricettacolo di demòni, covo di ogni spirito immondo,
rifugio di ogni uccello impuro e abominevole. Perché tutte le nazioni
hanno bevuto del vino della sua prostituzione furente, e i re della
terra hanno fornicato con lei, e i mercanti della terra si sono arricchiti
con gli eccessi del suo lusso“ (Ap. 18,2-3).
- Anche la morte di Abimelec, che uccise i suoi settanta fratelli e
tanti altri in Israele, è un'immagine della Babilonia degli ultimi giorni:
„Ma una donna gettò giù un pezzo di macina sulla testa di Abimelec e
gli spezzò il cranio. Così Dio fece ricadere sopra Abimelec il male
che egli aveva fatto contro suo padre uccidendo i suoi settanta fratelli.
Dio fece anche ricadere sul capo degli uomini di Sichem tutto il male
che avevano fatto; e su di loro si compì la maledizione di Iotam, figlio
di Ierubbaal“ (Gc. 9,53.53-57). Analogamente, in Apocalisse 18,21.24
è scritto: „Poi un potente angelo sollevò una pietra grossa come una
grande macina, e la gettò nel mare dicendo: Così, con violenza, sarà
precipitata Babilonia, la grande città, e non sarà più trovata. … In
lei è stato trovato il sangue dei profeti e dei santi uccisi sulla terra.“
- Il fatto che il patto di Abimelec fosse stato concluso proprio a
Sichem, secondo la mia comprensione ha anche un significato profetico:
„Poi tutti i Sichemiti me tutta la casa di Millo si radunarono e andarono
a proclamare re Abimelec, presso la quercia del monumento che si trova
a Sichem“ (Gc. 9,6). Sichem è oggi la città di Nablus, circondata da
continui conflitti da parte palestinese. In essa si trovano i pozzi
di Giacobbe. Già Geroboamo, decaduto dalla casa di Davide, fece di Sichem
la controparte di Gerusalemme e la elesse a sua residenza. Proprio a
Sichem, presso una quercia, si insediò Abraamo, e lì gli apparve il
Signore: „Giunsero così nella terra di Canaan, e Abramo attraversò il
paese fino alle località di Sichem, fino alla quercia di More. In quel
tempo i cananei erano nel paese. Il SIGNORE apparve ad Abramo e disse:
Io darò questo paese alla tua discendenza. Lì Abramo costruì un altare
al SIGNORE che gli era apparso“ (gen. 12,6-7). È forse un caso che Abimelec
rappresenti l'opposto di Abraamo? Sicuramente, in questo contesto, non
è neanche casuale che Abimelec sia un nome filisteo. Il re dei filistei
a Gerar (Gaza) si chiamava anche lui Abimelec (Gen. 20,1-3; 26,1). Abraamo
era caduto proprio lì e anche Isacco. Sembra davvero che anche Israele
minacci oggi di cadere lì a causa dei palestinesi.
Le conseguenze del dominio tirannico di Abimelec
- Abimelec uccise i suoi fratelli in modo orribile: „Egli andò alla
casa di suo padre, a Ofra, e uccise sopra una stessa pietra i suoi fratelli,
settanta uomini, figli di Ierubbaal; ma Iotam, figlio minore di Ierubbaal,
scampò perché si era nascosto“ (Gc. 9,5).
- I cittadini di Sichem, che lo portarono al potere, furono uccisi subdolamente
da Abimelec: „Abimelec e tutta la gente che era con lui si alzarono
di notte e si appostarono nei dintorni di Sichem, divisi in quattro
schiere. Egli prese allora la sua gente, la divise in tre schiere e
fece un'imboscata nei campi; e quando vide che il popolo usciva dalla
città, mosse contro di loro e ne fece strage. Poi Abimelec e la gente
che era con lui corsero avanti e vennero a porsi all'ingresso della
porta della città, mentre le altre due schiere si gettarono su tutti
quelli che erano nei campi e ne fecero strage. Abimelec attaccò la città
per tutta la giornata, la prese e uccise la gente che vi si trovava;
poi spianò la città e vi sparse sopra del sale“ (Gc. 9,34.43-45).
- Molti sperarono di riuscire a nascondersi nel torrione del tempio
del „dio“ Berit. Ma Abimelec incendiò il tempio e tutti quelli che vi
erano rifugiati morirono in modo orribile: „Tutti gli abitanti della
torre di Sichem, udito ciò, si ritirarono nel torrione del tempio di
El-Berit. Fu riferito ad Abimelec che tutti gli abitanti della torre
di Sichem si erano radunati lì. Allora Abimelec salì sul monte Salmon
con tutta la sua gente che era con lui; prese una scure, tagliò un ramo
d'albero, lo sollevò e se lo mise sulla spalla; poi disse a quelli che
erano con lui: Quello che mi avete visto fare fatelo presto anche voi!
Tutti tagliarono dei rami, ognuno il suo, e seguirono Abimelec; posero
i rami contro al torrione e lo incendiarono con quelli che vi erano
dentro. Così perì tutta la gente della torre di Sichem, circa mille
persone, fra uomini e donne“ (Gc. 9,46-49). L'Anticristo, durante il
suo regno del terrore, ingannerà e ucciderà subdolamente tante persone
in Israele: „Alla fine del loro regno, quando i ribelli avranno colmato
la misura delle loro ribellioni, sorgerà un re dall'aspetto feroce,
ed esperto in intrighi. Il suo potere si rafforzerà, ma non per la sua
propria forza. Egli sarà causa di rovine inaudite, prospererà nelle
sue imprese, distruggerà i potenti e il popolo dei santi“ Dan. 8,23-24).
E proprio il patto che avevano stipulato con „Baal-Berit“ li condannerà.
Un parallelismo neotestamentario si trova nella prima epistola ai Tessalonicesi:
„Quando diranno: Pace e sicurezza, allora una rovina improvvisa verrà
loro addosso, come le doglie alla donna incinta; e non scamperanno“
(1 Tess. 5,3). Iotam ammonì i cittadini di Sichem: „Ascoltatemi, Sichemiti,
e vi ascolti Dio!“ (Gc. 9,7; cfr. Ap. 18,4).
La fine di Abimelec
„Poi Abimelec andò a Tebes, la cinse d'assedio e se ne impadronì. Ma in
mezzo alla città vi era una forte torre, dove si rifugiarono tutti gli abitanti
della città, uomini e donne; vi si rinchiusero dentro e salirono sul tetto
della torre. Abimelec, giunto alla torre, l'attaccò e si accostò alla porta
per appiccarvi il fuoco. Ma una donne gettò giù un pezzo di macina sulla
testa di Abimelec e gli spezzò il cranio. … Dio fece anche ricadere sul
capo degli uomini di Sichem tutto il male che avevano fatto; e su di loro
si compì la maledizione di Iotam, figlio di Ierubbaal“ (Gc. 9,50-53.57).
Abimelec regnò tre anni su Israele (Gc. 9,22), poi fu giustiziato da Dio.
Sappiamo che il regno dell'orrore dell'Anticristo durerà tre anni e mezzo,
prima di essere interrotto dal Signore.
Iotam significa „Yahwé è perfetto“. L'onnipotente e perfetto Dio interverrà
dall'alto al momento giusto e preserverà il Suo popolo dal declino. La
macina caduta su Abimelec ci ricorda la profezia del libro di Daniele:
„Mentre guardavi, una pietra si staccò, ma non spinta da una mano, e colpì
i piedi di ferro e d'argilla della statua e li frantumò. … Al tempo di
questi re, il Dio del cielo farà sorgere un regno, che non sarà mai distrutto
e che non cadrà sotto il dominio d'un altro popolo. Spezzerà e annienterà
tutti quei regni, ma esso durerà per sempre, proprio come la pietra che
hai visto staccarsi dal monte, senza intervento umano, e spezzare il ferro,
il bronzo, l'argilla, l'argento e l'oro. Il gran Dio ha fatto conoscere
al re quello che deve avvenire d'ora in poi. Il sogno è vero e sicura
è la sua interpretazione“ (Dan. 2,34.44-45).
Il Signore Gesù ha detto: „Chi cadrà su questa pietra sarà sfracellato;
ed essa stritolerà colui sul quale cadrà (Mt. 21,44). Il grande, onnipotente
e perfetto Iddio, il Messia d'Israele, verrà dal cielo ad adempiere l'ultima
profezia. Schiaccerà il regno anticristiano e instaurerà un regno perfetto
di giustizia e di pace, così come è scritto: „Giacché gli hai dato autorità
su ogni carne …“ (Gv. 17,2). E: „Perciò così parla il Signore, DIO: „Ecco,
io ho posto come fondamento in Sion una pietra, una pietra provata, una
pietra angolare preziosa, un fondamento solido; chi confiderà in essa
non avrà fretta di fuggire““ (Is. 28,16).
Allora Israele troverà pace, sicurezza e tranquillità all'ombra delle
Sue ali e all'ombra della Sua croce. E Dio stipulerà un nuovo „patto di
pace“ eterno con loro (cfr. Ez. 37,26).Osea profetizza su questo tempo
di benedizioni: „Quelli che abiteranno alla sua ombra faranno di nuovo
crescere il grano e fioriranno come la vite; saranno famosi come il vino
del Libano“ (Os. 14,7). Allora Israele dirà: „Qual è un melo tra gli alberi
del bosco, tal è l'amico mio fra i giovani. Io desidero sedermi alla sua
ombra, il suo frutto è dolce al mio palato“ (Ca. 2,3).
Abimelec fece un patto presso un albero antidivino (Gc. 9,6); abbiamo
anche letto di un albero dell'ultima Babilonia anticristiana. Gesù invece
è l'albero della vita; la Sua croce dà perdono perfetto a Israele. Come
immagine di ciò, leggiamo nell'ultimo libro della Bibbia sul nuovo paradiso:
„In mezzo alla piazza della città e sulle due rive del fiume stava l'albero
della vita. Esso dà dodici raccolti all'anno, porta il suo frutto ogni
mese e le foglie dell'albero sono per la guarigione delle nazioni“ (Ap.
22,2).
Fino ad allora, c'è ancora un tratto di strada da percorrere. Oggi vediamo
che cala la sera della storia della salvezza sul nostro mondo e le ombre
si allungano sempre più. L'Anticristo forse è già alle porte. Ma quando
la notte sarà al massimo delle tenebre, sorgerà il sole della giustizia,
con potenza e splendore: Gesù Cristo ritornerà! Prima, però, Egli apparirà
come „stella del mattino“ per rapire la Sua chiesa! Per questo è necessario
confidare solo in Gesù Cristo, edificare solo su di Lui e non seguire
altri che Lui. Vogliamo prendere a cuore il consiglio di Iotam e ascoltare
la parola divina trasmessa dai profeti biblici, affinché anche Dio ascolti
noi, quando Lo invocheremo.
Sicuri segni dei tempi indicano con potenza,
che in tutti i campi irrompe la notte tenebrosa.
Si diffonde il presagio che non sia lontano il giorno
in cui splenderà regalmente la chiara stella del mattino.
Maranatà! Il nostro Signore viene!

|